Dalle foto ai video: Quale microfono scegliere per la fotocamera

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Fra le varie differenze evidenti che distinguono il mondo della fotografia da quello del video, ce n’è una che è molto importante: l’audio. Mentre il fotografo non deve preoccuparsi minimamente di questo aspetto, un filmmaker deve riporvi invece tanta attenzione quanta ne ripone nella composizione. Questo perché il pubblico tende a sopportare molto poco un audio sgradevole (mentre è molto più tollerante verso immagini di scarsa qualità). Non solo, l’audio è una caratteristica fondamentale della narrazione, attraverso di esso è possibile, per esempio, inserire indizi più o meno evidenti, impostare l’atmosfera della scena o collegare due inquadrature differenti. Capirete quindi che se tutto questo non è curato nei minimi dettagli l’effetto finale non sarà efficace.

I MICROFONI

Dal ragionamento fatto adesso capirete anche che i microfoni interni alla vostra fotocamera sono il male assoluto: troppo suscettibili al vento, ai movimenti dell’obiettivo e alle vibrazioni che trasmettiamo alla fotocamera (sono inoltre omnidirezionali, cosa che non permette di isolare il soggetto dal resto dell’ambiente). Per questo è bene ricorrere a soluzionoi differenti, le più diffuse sono microfoni shotgun, lavalier e audioregistratori.

SHOTGUN

I microfoni di questo tipo sono i più famosi e rappresentano la miglior soluzione per molti filmmaker. Gli shotgun, detti anche microfoni direzionali, offrono una sensibilità maggiore nella direzione in cui vengoon puntati, e molto minore ai suoi lati. Questo rende gli shotgun ideali per registrare dialoghi, o suoni, in una determinata direzione, isolandoli dal rumore ambientale. Spesso, e soprattutto quelli professionali come il Rode NTG-3, si utilizzano montati su un boompole, come il Walimex MicPipe: asta che permette di posizionare il microfono vicino la fonte sonora, ma comunque fuori dall’inquadratura. Se invece non si ha voglia di impazzire con aste e registratori esterni è sempre possibile collegarli direttamente alla fotocamera (a patto che questa abbia un buon sistema di preamplificazione). In questo caso i più indicati sono il Rode VideoMic Pro (che può essere usato anche con sistemi di preamplificazione non proprio eccezionali), il Rode VideoMic e il Sennheiser MKE400, tutti dotati di shockmount per attutire le vibrazioni che trasmettiamo alla videocamera.

Microfono shotgun Rode guida acquisto microfoni fotocamera

LAVALIER

I lavalier sono quei piccoli microfoni che si vedono spuntare dagli indumenti delle persone intervistate. Il grande punto di forza di questi microfoni è la versatilità: esistono tecniche che permettono di nasconderli fra gli indumenti senza intaccarne l’efficacia, così da rendere libero di muoversi chi parla (che può essere un intervistato o un attore). Tornano molto utili in scenari complicati da gestire per i microfoni direzionali, per esempio: in un campo lungo è impossibile nascondere il microfno (e il relativo microfonista) alla vista della videocamera, se non tramite qualche complicato escamotage. Generalmente hanno una sensibilità onnidirezionale ma limitata nella distanza, quindi fonti audio distanti non verranno captate. Esistono tanti tipi di lavalier, fra i più diffusi c’è il Rode SmartLav+ (per smartphone) ed il kit wireless Sennheiser ew 122 P G3.

MICROFONI STEREO

Questi microfoni hanno le stesse caratteristiche di quello integrato nella fotocamera, ovvero hanno un pattern di ricezione molto ampio, quindi registrano tutti i suoni dell’ambiente, ma offrono una versatilità, e qualità, maggiori. A cosa possono servire? Proprio a registrare il rumore ambientale (o farne risaltare l’acustica). Pensate ad una scena in cui il protagonista si sveglia al suono degli uccellini che cantano; se al momento delle riprese non ci sono uccellini è necessario registrarne il canto e poi mixarlo con il video in fase di montaggio. Oppure pensate ai rumori di strada, per far sembrare affollata una città potrebbe esser sufficiente la giusta inquadratura e la giusta traccia audio. Il Rode Stereo VideoMic Pro è un’ottima soluzione ma questo tipo di microfono lo troviamo anche sugli audioregistratori.

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AUDIOREGISTRATORI

La categoria audioregistratori comprende una grande varietà di dispositivi, dai semplici registratori audio come il Philips DVT 1200 (compagni insostituibili di tanti studenti universitari), ai più avanzati registratori da campo cone il Tascam HS-P82. Spesso questi registratori integrano un microfono stereo (o direzionabile), ma è comunque possibile collegarcene uno esterno. A cosa servono esattamente? Servono ad avere un controllo maggiore sulla traccia audio e una miglior preamplificazione, quindi qualità della traccia (chiarezza, fruscii ridotti al minimo, ampia possibilità di manipolazione). Alcuni modelli offrono inoltre input XLR per microfoni professionali come il Rode NTG-2, rendendosi indispensabili a chi sta cercando di creare un kit professionale o semi tale. Fra i dispositivi di questo tipo, quelli degni di nota sono il Tascam DR-05 II, molto popolare fra i filmmaker con budget limitato; il Tascam DR-40, dotato di microfoni direzionali e input XLR, soluzione più avanzata ma comunque economica; infine il Tascam DR-60D MKII, et simila, sono i registratori più completi, che permettono di avere un controllo totale sull’audio.

CIAK

Avrete intuito che registrando l’audio con un dispositivo che non è la fotocamera, dovremo sincronizzare la traccia audio con quella video in fase di montaggio. Operazione tanto semplice quanto noiosa se non abbiamo adottato le giuste precauzioni in fase di ripresa. E quali sono queste precauzioni? Il ciak, o qualsiasi suono ben riconoscibile sulle tracce, come un battito di mani o uno schiocco di dita, insomma un rumore che crei un picco ben visibile nella tracca audio di entrambe le sorgenti (fotocamera e registratore), in modo da allinearle facilmente.

Schermata Sincronizzazione Audioregistratore Traccia Video