Nuovo Canon 50mm f/1.8 STM: ne Vale la Pena?

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Canon EF 50mm f/1.8 sono sempre stati popolari fra i fotografi “on a budget” perché offrono prestazioni ottime e prezzi molto accessibili al costo di una costruzione non proprio al top. L’ultima versione di questa lente vede l’aggiunta del motore STM e altre piccole migliorie che vi andrò ad esporre durante la recensione.

COSTRUZIONE

Costruzione migliorata perché sembrerebbe essere più solido: la qualità delle plastiche è maggiore e l’attacco in metallo ne migliora la durabilità rispetto al suo predecessore (fornito di una in plastica).
Baionetta Canon 50mm f/1.8 STMCon l’aggiunta del motore STM è stata migliorata anche la ghiera della messa a fuoco manuale: adesso può essere mossa in entrambe le modalità (anche se però non è perenne) senza il rischio di rovinare la lente. Questo perché non abbiamo né una ghiera meccanica né un micromotore a muover l’autofocus ma la lente sfrutta il focus by wire, quindi una ghiera elettronica e il motore STM. Il sistema ottico è lo stesso del vecchio Mark II ovvero 6 lenti divise in 5 gruppi sulle quali ci sono dei rivestimenti Super Spectra per combattere i flares e i riflessi di luce indesiderati. Il diaframma è composto da 7 lamelle, 2 in più rispetto alla versione precedente, mentre l’apertura massima di f/1.8 e minima di f/22 rimangono le stesse. La minima distanza di messa a fuoco aumenta di 10cm quindi abbiamo 35cm contro i 45 del mark II. Per quanto riguarda i filtri possiamo montare anche quelli polarizzatori perché la parte frontale della lente non ruota, filtri che devono avere un diametro di 49mm.
Diaframma Canon 50mm f/1.8 STM

PRESTAZIONI

Le prestazioni rispetto al mark II sono state migliorate abbastanza: partendo dalla distorsione che porta alle immagini abbiamo un accenno di bombatura quindi una leggera distorsione a barilotto
Distorsione 50mm Canon 50mm f/1.8 STM
accompagnata da un po’ di vignettatura che si presenta al massimo dell’intensità alla massima apertura quindi a f/1,8 e poi diminuisce man mano che ci avviciniamo a f/4 dove sparisce completamente.

La nitidezza sembra essere la stessa del mark II, al centro è molto buona mentre agli angoli abbiamo dei dettagli più morbidi. Per renderli definiti dobbiamo chiudere il diaframma fino a f/5,6 qui la foto presenta una nitidezza omogenea.

In questa versione i flares vengono gestiti meglio come potete vedere dal confronto le immagini sono leggermente meno sature.

Inoltre l’aumento delle lamelle del diaframma dona una forma più circolare alle highlights nel bokeh rispetto al pentagono che viene fuori con il mark II (forma comunque particolare), bokeh comunque piacevole da vedere e molto morbido.

Per quanto riguarda l’autofocus forse abbiamo un leggero passo indietro per quanto riguarda la velocità cosa accettabile se teniamo conto che la rumorosità è diventata praticamente nulla e adesso non è più nocivo muovere la ghiera in modalità di AF. Comunque ho detto “forse” perché la velocità dipende dipende dalle situazioni, ho fatto qualche test che potete vedere nel video.

CONCLUSIONI SUL 50MM

Un passo in avanti con questo nuovo 50mm c’è sicuramente, alcune prestazioni sono state migliorate come la resistenza ai flares o la diminuzione della minima distanza di messa a fuoco che ne aumenta le potenzialità, specialmente se montato su aps-c. L’unico difetto che rimane è quello di dover richiudere manualmente l’obiettivo prima di spegnere la macchina che trovo veramente fastidioso e macchinoso. Approfondendo l’aspetto video, abbiamo una bella resa, il diaframma aiuta molto introducendo un bokeh molto accentuato inoltre l’autofocus è fluido e se usato con le fotocamere dotate di autofocus a rilevamento di fase sarà anche molto veloce e preciso.
Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!