Canon 70-200mm vs 100-400mm vs Sigma 150-600mm

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In questo articolo voglio proporvi una comparazione fra tre obiettivi destinati alla fotografia naturalistica e sportiva. Le caratteristiche che lenti di questo tipo devono essere in grado di offrire sono velocità, nitidezza e una lunghezza focale abbastanza ampia da coprire anche la distanza che separa i soggetti più lontani dal fotografo. Andiamo a vedere quali sono questi obiettivi: abbiamo il Canon EF 70-200mm f/2.8 L IS II USM abbinato ad un extender Kenko DGX Pro 300 2.0X, abbinamento necessario per farlo competere sul piano della lunghezza focale con gli altri due; il Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6 L IS II USM, dotato dello stesso sistema di autofocus e dello stesso stabilizzatore; infine abbiamo il Sigma 150-600mm f/5-6.3 DG OS AF HSM Sport, il più grande fra i tre. Li ho testati tutti con prove sul campo, tutti e tre hanno i propri pregi ed i propri difetti, ma non perdiamo tempo e iniziamo a vedere in cosa si differenziano!

COSTRUZIONE

Dal punto di vista della costruzione sono tre obiettivi ottimi, soprattutto il Sigma: il più compatto ma contemporaneamente anche il più pesante, infatti come maneggevolezza e trasportabilità è il più scomodo con i suoi 2,8kg (che si fanno sentire). L’uso del cavalletto è praticamente indispensabile.
Sigma Switch comparazione obiettiviTutti presentano più o meno le stesse opzioni sul barilotto, ovvero: la selezione della modalità di focus, il range della messa a fuoco, se attivare o meno lo stabilizzatore, selezionare la modalità di stabilizzazione e sul Sigma e il 100-400mm possiamo bloccare la ghiera dello zoom.
Canon 70-200mm comparazione obiettiviMentre il Canon permette anche di regolare la durezza di questa ghiera, il 150-600mm dà la possibilità di settare due programmi personalizzabili per gestire i settaggi della lente, come la velocità dell’autofocus.
Sigma custom comparazione obiettiviCanon sono veramente un piacere da maneggiare, sia la ghiera della messa a fuoco che quella dello zoom sono molto fluide, mentre il Sigma da questo punto di vista rimane indietro perché la ghiera dello zoom è veramente dura da azionare. Per quanto riguarda i diaframmi abbiamo 9 lamelle per il Sigma ed il 100-400mm, il primo però ha un’apertura massima di f/5-6.3 e il secondo di f/4.5-5.6; il 70-200mm invece è il più luminoso con un diaframma composto da 8 lamelle e un’apertura di ben f/2.8 che mantiene per tutta l’escursione focale.
Diaframma comparazione obiettiviLa minima distanza di messa a fuoco è 2,6m per il 150-600mm, 98cm per il 100-400mm e 1,2m per il 70-200mm. I Canon per l’autofocus sfruttano il motore USM mentre il Sigma l’HSM (entrambi sistemi ad ultrasuoni) e tutti sono dotati di stabilizzatore: OS per il Sigma e IS per gli altri due. Infine tutti e tre possono montare filtri polarizzatori perché la lente frontale non ruota, filtri che devono avere un diametro di 105mm sul Sigma e 77mm sui Canon.
Fronte filtri comparazione obiettivi

PRESTAZIONI

Passando alle prestazioni e partendo dalla distorsione che gli obiettivi portano alle immagini devo dire che in realtà non troviamo segni di questo difetto, o meglio la distorsione è praticamente impercettibile anche guardando la griglia di test, e questo vale per tutti e tre e a tutte le lunghezze focali. Insomma le foto che restituiscono sono veramente piatte, quasi perfette.

Per contro abbiamo una vignettatura un po’ invadente che aumenta man mano che ci avviciniamo alle lunghezze focali massime, la lente che si comporta meglio sotto questo punto di vista è il 70-200mm perché la vignettatura è leggera anche se estesa e nonostante l’extender mantiene comunque buoni risultati.

Poi abbiamo il 100-400mm che si comporta leggermente peggio, infatti alle aperture maggiori la vignettatura è più visibile

e infine abbiamo il Sigma che ha questa vignettatura abbastanza marcata e l’unico modo per disfarcene è rimanere intorno ai 150mm e chiudere il diaframma.

Se da una parte però abbiamo questa vignettatura un po’ troppo invadente dall’altra abbiamo una nitidezza eccezionale su tutti e tre gli obiettivi: specialmente da parte del 70-200mm già alla massima apertura, infatti non a caso è considerato il più nitido della sua categoria, e grazie a questo mantiene un’ottima risoluzione anche con l’extender.

Dopo troviamo il 100-400mm anche questo nitidissimo forse alla massima apertura è leggermente (ma veramente leggermente) morbido

e infine il Sigma, anche se restituisce immagini molto definite, è un attimo più morbido rispetto agli altri due.

Passando alla gestione dei difetti introdotti dalla luce, non abbiamo delle grandissime prestazioni, specialmente da parte del 70-200mm: i flares sono abbastanza invadenti e l’effetto fantasma in alcune situazioni potrebbe saturare parte delle immagini; il 150-600mm non ha flares invadenti ma l’effetto fantasma si fa sentire comunque; la prestazione migliore è data dal 100-400mm con flares anonimi ed effetto fantasma contenuto.

In compenso la gestione delle aberrazioni cromatiche è molto buona, soprattutto quella del Sigma e del 70-200mm che non hanno nessun problema, solo un leggero, quasi impercettibile, accenno di aberrazione laterale. Il 100-400mm invece alle lunghezze focali minime presenta un’aberrazione laterale abbastanza visibile però, aumentando lo zoom, si comporterà come gli altri due obiettivi.

Un leggero sguardo al bokeh ci fa vedere che la prestazione migliore ce l’ha il 70-200mm forte della sua apertura massima a f/2.8, sfocato morbido e in contrasto con la parte a fuoco, insomma effetto molto piacevole.

Il Sigma e l’altro Canon invece non hanno un bokeh così “artistico” ma è comunque un buon effetto, inoltre le highlits non hanno texture strane.

Forse il 100-400mm alle lunghezze focali maggiori potrebbe presentare qualche stranezza nella texture delle high-lights ma niente di particolare.

Infine passiamo a vedere come si comportano i sistemi di autofocus e di stabilizzazione. I Canon montano gli stessi dispositivi ovvero autofocus USM e stabilizzatore IS e le performance infatti sono praticamente identiche: molto veloce e preciso l’autofocus, anche fluido e silenzioso, non ha problemi di front o back focusing e lavora molto bene anche in condizioni di scarsa luminosità. Sul 100-400mm è leggermente più lento per via dell’escursione focale ma basta usare il limitatore presente sul barilotto per aumentarne la velocità e risolvere il problema

mentre sul 70-200mm, pur essendo una scheggia, se montiamo l’extender avremo un leggero rallentamento.

Anche gli stabilizzatori funzionano bene, ovviamente non fanno miracoli, ma permettono di recuperare fino a 4 stop: sempre per il discorso della lunghezza focale sul 70-200mm (senza extender) ha vita più facile rispetto a quello del 100-400mm ma se inseriamo l’extender sul 70-200mm le prestazioni sono le stesse, ovvero a 400mm non è facile avere foto perfettamente ferme quindi è consigliabile l’uso di un sostegno. L’HSM del Sigma non è da meno: veloce e preciso, anche qui possiamo limitare il range del fuoco e inoltre possiamo cambiare la velocità (grazie ai programmi personalizzabili menzionati prima) però tenete conto che questo andrà a discapito della precisione. C’è da fare un appunto però: necessita di tanta luce per funzionare al meglio e in tanti scatti che ho fatto non è riuscito a raggiungere il fuoco in tempo.

Lo stabilizzatore funziona sì molto bene ma la lunghezza focale gli rende le cose difficili quando ci spingiamo alle lunghezze focali maggiori e un sostegno è praticamente indispensabile (anche solo per non affaticare le mani e le braccia).

CONCLUSIONI SUGLI OBIETTIVI

Quindi in definitiva sono tre ottime lenti, gli unici difetti sono la vignettatura e i flares gestiti non proprio al massimo ma il per il resto hanno prestazioni eccezionali (specialmente la nitidezza). Per scegliere la lente c’è da tenere in considerazione l’uso che uno ne andrà a fare: per pura fotografia sportiva la scelta migliore forse è il 100-400mm visto che ha un’autofocus molto veloce e la qualità generale è molto alta; mentre se sul 70-200mm, anche questo ottimo, si monta un extender (dipende poi dalla qualità di quest’ultimo) la velocità dell’autofocus e la nitidezza potrebbero subire dei cali (anche abbastanza pesanti) e quindi se la fotografia sportiva non è il campo principale della lente, il 70-200mm con extender è un’ottima soluzione visto che ci permette di avere in pratica due obiettivi da usare in diverse situazioni; il Sigma, come prestazioni, anche se è un attimo indietro rispetto agli altri due, si può prestare bene sia alla fotografia sportiva che a quella naturalistica però il peso è un difetto abbastanza importante visto che affatica, e non poco, tenerlo in mano senza nessun supporto. Inoltre lo stabilizzatore dopo una certa lunghezza focale fa fatica a lavorare quindi fra i tre diciamo che non sarebbe da considerare la prima scelta.

NOTA:

Per scattare le foto durante la partita ho utilizzato un set costituito da un cavalletto Benro A4580T e una testa a sfera Benro B4 con una piastra aggiuntiva più lunga rispetto a quella che troviamo di default per sostenere meglio gli obiettivi (specialmente il Sigma che ha una mole bella importante).
Benro-testa obiettivi vs Tutto il set pesa circa 4,5kg e regge un peso massimo di circa 18kg (in realtà il treppiedi potrebbe sorreggere pesi fino a 20kg ma la testa ne sopporta solo fino a 18kg).
Benro obiettivi vs Mi son trovato molto bene con la testa perché è molto fluida e le ghiere per stringerla ne permettono una gestione veloce: mi ha dato una mano non indifferente durante la partita, specialmente col Sigma.
Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!