Filtro ND – quale Scegliere fra Lastra, Variabile e a Vite

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COSA SONO I FILTRI ND

I filtri ND servono a ridurre l’intensità della luce che arriva al sensore (come se fossero degli occhiali da sole), si differenziano in base alla loro intensità e quindi di quanti stop diminuiscono l’epsosizione. Ma a cosa servono effettivamente? Immaginate di voler utilizzare il vostro Zeiss Milvus 85mm f/1.4 (o un obiettivo altrettanto veloce) per scattare un ritratto in pieno giorno e alla massima apertura per inserire un piacevole effetto bokeh nella foto. Molto probabilmente non saremo in grado di farlo a causa della luminosità ambientale troppo alta, quindi saremo costretti a chiudere il diaframma perdendo così l’effetto desiderato. Per poter preservare l’apertura dobbiamo quindi ricorrere ad un filtro ND.
Filtro ND a viteEsistono vari tipi di filtri ND, principalmente li possiamo dividere in filtri a lastra e a vite. I primi, come il Ray Master ND16 Full, sono dei pannelli da posizionare davanti l’obiettivo tramite specifici supporti, detti anche holder. Sono più versatili rispetto a quelli a vite, che sono dei dischi da avvitare direttamente sull’obiettivo, perché permettono di essere montati su qualsiasi obiettivo indipendentemente dal loro diametro e in più possono essere graduati, ovvero con due zone di differente intensità (come il Ray Master ND16 Soft), principalmente una più scura che tende a sfumare verso una più chiara (utili per scenari che presentano un contrasto luminoso, come un tramonto).
Filtro ND graduato a lastraOltre ad essere più versatili però, sono anche più costosi: non è solo il supporto a far lievitare il prezzo di questo sistema, anche il costo dei filtri stessi è mediamente più alto rispetto a quelli a vite, che infatti sono più diffusi tra neofiti e foto amatori. I filtri a vite invece, come l’Hoya Pro ND X1000, sono vincolati al diametro dell’obiettivo ma oltre ad essere più economici hanno anche un altro vantaggio, quello di poter essere variabili, sfruttando la combinazione di due filtri polarizzatori, come lo Zomei ND 2/400 in grado di attenuare la luce da -2 a -8 stop.

PERCHÈ UTILIZZARLI

Alcuni utilizzi li abbiamo già anticipati ma le possibilità che aprono questi filtri sono immense, non si limitano a superare ostacoli meramente tecnici ma permettono di dar libero sfogo alla vena artistica del fotografo, soprattutto con la tecnica della lunga esposizione. Stile che sfrutta i filtri ND per poter aumentare i tempi di scatto anche quando in realtà, per avere una foto correttamente esposta, non ce ne sarebbe bisogno. Questo perché se c’è del movimento all’interno della scena viene impresso nella fotografia dando vita ad effetti particolari.

QUALI UTILIZZARE?

Ma quale conviene utilizzare? Come sempre, non c’è una risposta precisa perché ogni tipo si adatta ad una certa necessità. Per esempio i filtri ND variabili in fotografia sono utili ma lo sono ancor di più nell’universo delle immagini in movimento. Durante le riprese, non potendo assolutamente modificare l’esposizione tramite tempi di posa, viene spesso utilizzato il diaframma. Questo comporta la variazione della profondità di campo ad ogni correzione dell’esposizione, quindi per ovviare al “problema” si ricorre proprio ai filtri ND variabili.
Filtro ND variabileI filtri ND gradutai invece si utilizzano principalmente per paesaggi che, all’interno della scena, prevedono una porzione di cielo. Questo perché grazie alla loro sfumatura riescono a bilanciare e rendere omogenea l’esposizione su tutta l’inquadratura. Per venire incontro ai vari scenari possibili, non esiste un solo tipo di sfumatura: in commercio si trovano sia filtri con una sfumatura molto ampia, come il Ray Masters ND8 Soft, sia con una sfumatura più decisa come il Ray Masters ND4 Hard.
Filtro ND graduatoQuelli a lastra e quelli a vite standard invece, come dicevamo prima, sono utilizzati principalmente per risolvere problemi dovuti all’esposizione oppure per ottenere effetti particolari nelle foto grazie alla tecnica della lunga esposizione. Ma fra questi quale conviene acquistare? I più economici sono quelli a vite (perché non necessitano di supporti per essere montati sulla lente), inoltre sono più semplici e veloci da montare perché basta avvitarli sull’obiettivo. Prendere quelli a lastra è invece un investimento che si ripagherà quando, cambiando obiettivo, non dovremo ricomprare l’intero set di filtri ma basterà un semplicissimo anello riduttore.

Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!