Fuji XF 18-135mm – Letteralmente un Tuttofare

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È risaputo che Fuji riserva molta cura alle proprie mirrorless della linea X. Queste fotocamere high-end hanno a disposizione un parco ottiche abbastanza ampio e di ottima qualità, obiettivi come il FujiFilm XF 50-140mm f/2.8 possono competere tranquillamente con obiettivi più costosi e di maggior fama. In questo articolo vi voglio proporre un altro tuttofare, il FujiFilm XF 18-135mm f/3.5-5.6. La lunghezza focale lo rende un obiettivo molto versatile, adatto a vari stili e tecniche fotografiche. Quello che però mi interessa mostrarvi è come si comporta e la qualità delle prestazioni che è in grado di offrire, quindi non perdiamo tempo ed iniziamo con l’articolo!

COSTRUZIONE

L’obiettivo è molto robusto e leggermente pesante, se lo agitiamo si avverte solo il movimento dello stabilizzatore ottico. Ad influire sul peso sono sicuramente le dimensioni visto che non è piccolissimo, pensate che montato sulla X-T10 ne raddoppia le dimesnsioni.
Generale Fuji 18-135mmSul barilotto abbiamo tre ghiere: quella del diaframma è vincolata a scatti di 1/3 di stop; mentre quella dello zoom è abbastanza fluida ma da 100mm a 135mm si indurisce; quella della messa a fuoco è by wire, quindi elettronica, ciò vuol dire che non abbiamo la messa a fuoco manuale perenne. In compenso durante la messa a fuoco o lo zoom la parte frontale dell’obiettivo non ruota permettendo così di montare filtri polarizzatori, basta che abbiano un diametro di 67mm.
Ghiere Fuji 18-135mmLa lente è anche tropicalizzata grazie alla guarnizione che possiamo vedere sulla baionetta (completamente in metallo). Questa proteggerà l’interno della fotocamera e le lenti posteriori del 18-135mm da particelle di polvere e acqua, rendendo l’obiettivo un ottimo alleato della FujiFilm X-T1 (anche lei completamente tropicalizzata).
Guarnizione Fuji 18-135mm

Sul barilotto, oltre alle ghiere, sono presenti anche due switch per attivare o meno lo stabilizzatore ottico e per scegliere la modalità di gestione del diaframma (se manuale o automatica).
Switches Fuji 18-135mm

PRESTAZIONI

Vi anticipo che le prestazioni sono tutte molto buone, a partire dalla distorsione: ovviamente finché rimaniamo intorno ai 18-35mm abbiamo una distorsione a barilotto più evidente (ma comunque leggera), da 50mm in poi, man mano che ci spingiamo alle lunghezze focali maggiori, le immagini diventano piatte.

La vignettatura è praticamente invisibile, indipendentemente dalla lunghezza focale e dall’apertura del diaframma. Che sia 18mm a f/3.5 o 135mm a f/5.6 la lente non manifesta il minimo accenno di questo disturbo.

L’obiettivo è molto nitido e lo rimane su tutta l’escursione focale, da questo punto di vista fa veramente un ottimo lavoro: già a piena apertura presenta un buonissimo livello di dettaglio anche se agli angoli ne abbiamo un leggero calo. Per aumentare e dare alle immagini una nitidezza omogenea basta chiudere di due stop il diaframma, infatti a f/5.6 le immagini risultano essere praticamente perfette.

Anche la gestione delle aberrazioni cromatiche è impeccabile: fino a quando rimaniamo nell’intervallo delle lunghezze focali grandangolari non abbiamo il minimo problema, se invece ci spingiamo oltre (da 70mm in poi) a piena apertura possiamo notare delle traccie leggerissime, specialmente nelle zone ad alto contrasto che si trovano negli angoli dell’inquadratura.

Dalle aberrazioni passiamo ai flares, anche questo disturbo viene gestito benissimo però man mano che chiudiamo il diaframma si possono osservare dei raggi che provengono dalla sorgente di luce, accompagnati da dei riflessi colorati. Disturbo un po’ troppo invadente visto che, come si può osservare dai test, prendono gran parte della scena.

Dal bokeh di questo 18-135mm non dobbiamo aspettarci grandi prestazioni, l’apertura di f/3.5-5.6 non le permette. Comunque, per avere uno sfocato apprezzabile dobbiamo spingerci verso le lunghezze focali maggiori e avvicinarci il più possibile al soggetto (la minima distanza di messa a fuoco è 45cm), in questo modo l’effetto in generale è piacevole, ma per ritrattistica vi consiglio il Fuji XF 56mm f/1.2 R.

L’ultima cosa che mi interessa mostrarvi è lo stabilizzatore di immagini, la ciliegina sulla torta. È in grado di offrire una stabilizzazione eccezionale, pur scattando con tempi molto lunghi (per scatti a mano libera) le immagini risultano essere perfette, immobili. Sono addirittura riuscito a fotografare con 1/4 secondi di posa a 135mm con risultati fenomenali.

CONLUSIONI SUL 18-135MM

Questa è una di quelle ottiche che non può mancare nella borsa di un fotografo. Che sia il principiante in cerca del proprio stile o il fotografo più avanzato questo obiettivo è in grado di soddisfare ogni esigenza. Nonostante l’apertura del diaframma non sia molto ampia, come abbiamo visto lo stabilizzatore riesce a compensare in modo eccezionale, permettendo addirittura di scattare a 1/4 secondi. Questo lo rende una lente versatile, in grado di destreggiarsi molto bene nei vari ambiti dove lo scatto a mano libera fa da padrone, gli esempi che mi vengono subito in mente sono la fotografia di viaggio e il fotoreportage. Anche in contesti più raffinati (ritrattistica per esempio) non se la cava male ma nella linea XF esistono lenti più pregiate, più indicate, come il FujiFilm XF 90mm f/2.

Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!