Venus Optics Laowa 12mm f/2.8 Zero Distortion, di nome e di fatto!

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Cosa ne pensate dei nuovi brand, o comunque di quei marchi poco conosciuti, che tentano di avvicinarsi al mercato fotografico? Se la risposta che state per dare è “non vale la pena perderci tempo” allora è il momento di cambiare filosofia. Perché? Perché Venus Optics, brand giovanissimo, ha lanciato una serie di obiettivi che promette molto bene. Oggi sotto la lente d’ingrandimento ci finisce il Laowa 12mm f/2.8 D-Dreamer Zero Distortion, un ultragrandangolare molto interessante perché punta tutto sulla distorsione, o meglio, sul non distorcere le immagini.

COSTRUZIONE

Uscito dalla confezione, dove viene conservato sotto vuoto in un involucro di plastica, l’obiettivo si presenta molto bene: solido, pesante (ma non troppo) e dalla meccanica fluida e precisa; la ghiera dei diaframmi è “cliccata” ovvero vincolata a scorrere per stop (mancano le frazioni, fra un stop e l’altro la ghiera si muove fluidamente).Vista generale Laowa 12mm f2.8 Zero DAltro punto a favore dell’obiettivo è la ghiera della messa a fuoco “lunga”, come quelle destinate al video. Sul barilotto è riportata anche la scala delle profondità di campo in relazione all’apertura del diaframma e alla distanza di messa a fuoco.
Dettaglio ghiere Laowa 12mm f2.8 Zero D
Dettagli che invece non mi hanno convinto molto sono stati il tappo della lente frontale e il paraluce. In entrambi i casi non abbiamo un sistema di fissaggio vero e proprio per montarli sulla lente, entrambi infatti si limitano a rimanere collegati all’obiettivo per attrito, cosa che mi ha creato non pochi problemi durante l’utilizzo; il tappo in particolare tende a cadere.Vista frontale Laowa 12mm f2.8 Zero DConcludendo con la costruzione, ci sono da fare due ultimi appunti. Il primo è un punto a  favore dell’obiettivo: le dimensioni ridotte permettono di portarlo ovunque senza troppi ingombri, il fatto di poter scollegare il paraluce inoltre ne diminuisce ulteriormente l’ingombro. L’altro appunto riguarda la mancanza di una guarnizione sulla baionetta per proteggere la fotocamera dalla polvere, vista la qualità generale mi sarei aspettato di trovarla.Vista posteriore Laowa 12mm f2.8 Zero D

PRESTAZIONI

Anche se la costruzione è ottima, non è questa la caratteristica più importante dell’obiettivo; come dice il nome (Zero-D) questo 12mm è stato progettato per non portare alcuna distorsione alle immagini nonostante la lunghezza focale così corta, e il bello è che ci riesce alla grande.

DISTORSIONE

La cosa che infatti salta subito all’occhio è l’assenza, quasi totale, di distorsione. Comportamento incredibile per una lente di questo tipo. Ovviamente agli angoli delle immagini la prospettiva risulterà visibilmente deformata, ma comunque molto contenuta rispetto ad altri obiettivi con la stessa lunghezza focale.

VIGNETTATURA

Già dai primi test che ho fatto è saltata fuori una vignettatura piuttosto invadente a piena apertura, disturbo che però, fortunatamente, tende a sparire chiudendo il diaframma; infatti a f/4 la situazione migliora drasticamente, le immagini infatti diventano più luminose anche agli angoli, ma la svolta l’abbiamo a f/5.6 dove la vignettatura lascia del tutto la scena.

NITIDEZZA

La combinazione tra lunghezza focale e qualità ottica, unita all’iperfocale quasi perenne, restituisce delle immagini molto nitide già a piena apertura: il livello di dettaglio è molto alto già al centro tendendo a diminuire lievemente solo alle estremità delle immagini; chiudendo il diaframma le cose migliorano e basta raggiungere un’apertura di f/5.6 per ottenere i risultati migliori (anche se forse la “perfezione” la raggiungiamo a f/8).

ABERRAZIONI

Anche da questo punto di vista l’obiettivo si comporta molto bene, le uniche tracce di aberrazioni si trovano alla piena apertura, nelle zone che presentano un contrasto elevato, dove comunque rimangono molto lievi.

FLARES

I flares invece sono dei disturbi che la lente soffre evidentemente, nonostante il paraluce in dotazione non sarà difficile trovarne traccia all’interno delle foto. In compenso però l’obiettivo risulta essere un campione in controluce, bilanciando molto bene il contrasto fra highlights e ombre.

BOKEH

Sull’effetto sfocato non mi soffermerò più di tanto perché per la natura dell’obiettivo ci troveremo molto spesso in iperfocale (dove la foto sembra interamente a fuoco), ma avvicinandoci il più possibile al soggetto (la minima distanza di messa a fuoco è 18cm) e aprendo il diaframma possiamo comunque goderci uno sfondo abbastanza sfocato. Ovviamente la qualità del bokeh non è paragonabile ad un Canon 85mm f/1.2 come morbidezza, ma diciamo che questo Laowa “si impegna”.

CONCLUSIONI

Devo ammettere di aver sottovalutato questo Laowa 12mm f/2.8 D-Dreamer Zero Distortion, mi sono fatto ingannare dalle apparenze e dalla poca fama di cui gode Laowa. I pregi di questo obiettivo sono tanti, a partire dalla qualità della costruzione (se non contiamo il sistema di fissaggio dei tappi un po’ delicato): barilotto in metallo, dimensioni compatte, ghiera del fuoco fluidisima e diaframmi manuali (caratteristica che permette di adattare l’obiettivo a qualsiasi fotocamera, senza bisogno di contatti elettronici). Ma ovviamente sono le qualità ottiche quelle più importanti, a parte una vignettatura (comunque eliminabile tramite post produzione) e una sofferenza ai flares piuttosto evidenti, l’obiettivo è comunque in grado di regalare scatti fenomenali; si rivela infatti buono anche in controluce, quando riusciamo a nascondere i flares. La nitidezza eccezionale, la distorsione inesistente e l’ottima resa dei colori lo rendono invece un mostro in fotografia d’interni e d’architettura, sicuramente in paesaggistica ma anche in fotografia notturna dovrebbe essere buon compagno (con grande rammarico non ho avuto la possibilità di testarlo in questo frangente visto il continuo mal tempo di questo periodo).