Come Ottenere il Massimo da una Compatta

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Ok, avete una compatta fra le mani e vi siete stufati di scattare senza avere i risultati da National Geographic come siete abituati a vedere in giro. Avete presente quelle foto spettacolari di paesaggi mozzafiato, magari in HDR, nitidissime e post prodotte alla perfezione? Ecco, con le compatte non dico che non sia possibile ma è comunque molto difficile raggiungere risultati del genere (specialmente con le più economiche). Questo perché la filosofia che sta alla base delle fotocamere compatte è “punta e scatta” e non a caso vengono indicate con questa espressione. Non sono quindi fotocamere destinate ad un uso più “artistico” visto che sono quasi completamente automatiche.

Ultimamente però ci sono stati degli sviluppi e sono arrivate sul mercato compatte come la Sony HX90 o la Sony RX100 IV che permettono maggior controllo.

Qual’è quindi la soluzione per sperare di ottenere risultati migliori? Semplice, lasciare che la fotocamera gestisca meno cose possibili.

ESPOSIZIONE

Prima di tutto, anche prima di continuare a leggere l’articolo, accendiamo la fotocamera e mettiamola in modalità manuale, d’ora in poi non dovremo affidarci più all’esposizione automatica.

Se la compatta non permette di selezionare la modalità manuale allora dovremo arrangiarci con le “scene” presettate (ritratti, paesaggi, fotografia notturna…), scegliendo quella adatta alla situazione e puntando tutto sulla composizione.

L’esposizione di una fotografia, ovvero la sua “luminosità”, è una delle cose che colpiscono per prime. Questa viene gestita con tre differenti settaggi: ISO, apertura del diaframma e tempo di scatto. Il primo indica la sensibilità del sensore alla luce, più è alto il numero di ISO e maggiore sarà la luce percepita dal sensore (però man mano che aumentiamo la sensibilità aumenta anche il rumore introdotto nelle foto). L’apertura del diaframma indica quanta luce passa attraverso l’obiettivo, più è piccolo il valore e più luce andrà ad impattare il sensore. Infine il tempo di scatto, o di esposizione, indica quanto tempo il sensore viene esposto alla scena e quindi per quanto può sfruttare la luce presente in essa.
Triangolo esposizione compattaPer una corretta esposizione dobbiamo trovare il giusto equilibrio fra i tre settaggi stando attenti a non scendere troppo con i tempi di scatto (altrimenti le foto vengono mosse) e a non salire invece con gli ISO. Per quanto riguarda il diaframma il discorso è un po’ più ampio: influisce sulla nitidezza, sulla profondità di campo e sugli artefatti introdotti dalla luce (flares, aberrazioni cromatiche…). Per sfruttarlo al meglio, dal punto di vista tencnico, dobbiamo evitare le “aperture critiche” che solitamente sono quelle maggiori e quella minima. Per sapere come sfruttarlo al meglio dal punto di vista artistico invece continuate a leggere l’articolo.

COMPOSIZIONE

Dopo il primo impatto che si ha dall’esposizione in una fotografia si iniziano a cercare i dettagli e a studiarne la composizione. Ci sono accorgimenti e regole basilari per la costruzione di una “bellafotografia, una delle più famose è la regola dei terzi: immaginiamo di dividere l’immagine in terzi sia verticalmente che orizzontalmente e posizioniamo il soggetto in una delle intersezioni ottenute.

In questo modo la fotografia assume una sfumatura più armonica rispetto ad un posizionamento centrale del soggetto. Vista la sua importanza nelle fotocamere c’è spesso la possibilità di attivare una griglia che divide l’inquadratura in terzi. Comunque di regole del genere ce ne sono molte ma una foto non deve essere per forza costruita con esse, prendetele come semplici suggerimenti.

Altro aspetto importante è la profondità di campo ovvero quanto è profonda l’area di messa a fuoco. Come dicevamo prima questa caratteristica è determinata dal diaframma e dalla sua apertura: maggiore è l’apertura e minore è la profondità di campo (e quindi le cose in fuoco).

La parte sfocata ha un nome proprio in gergo: bokeh. Si usa per isolare il soggetto dal resto della scena e trova impiego soprattutto nella fotografia ritrattistica o in quella macro. Per dargli vita dobbiamo aprire il diaframma al massimo e avvicinarci il più possibile al soggetto, in modo da non lasciar vuote (inutilmente) porzioni della scena e risaltare il contrasto tra soggetto a fuoco e sfondo.
Bokeh3 Canon 70-200mm Comparazioni obiettivi

SETTAGGI

Il grosso di una fotografia sono questi due aspetti però anche la parte software influisce molto sulla qualità finale. Per limitare al minimo il danno che la nostra compatta potrebbe fare dobbiamo cambiare qualcosa qua e là nel menu. Nei dispositivi che lo permettono, come la Canon Powerhot G7X Mark II, impostiamo la qualità delle fotografie in RAW almeno la fotocamera si limiterà semplicemente a salvare l’immagine senza dargli alcun ritocco. Se però la fotocamera non dà questa opzione, come la maggior parte delle compatte, allora dobbiamo cercare e settare al minimo tutti quei ritocchi che non vogliamo (o che faremo noi in post produzione) come l’aggiunta di nitidezza, contrasto e saturazione.

ULTIMI SUGGERIMENTI

Concludo col raccomandarvi di usare il meno possibile il flash integrato perché avremo solo risultati scadenti o “amatoriali” (l’unica situazione in cui è lecito utilizzarlo è quando il soggetto che vogliamo fotografare si trova in controluce). Per compensare possiamo aumentare gli ISO (al costo di introdurre del rumore nelle foto) oppure possiamo, e dobbiamo, portarci dietro un cavalletto in modo tale da poter compensare con i tempi di scatto (mantenendo quindi ISO bassi). Per le compatte treppiedi come il Manfrotto Pixi possono bastare, ma se giustamente vi serve un cavalletto vero e proprio potete orientarvi sul Manfrotto Compact Light e simili.

Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!