Panasonic LX100: 4K in Formato Quasi Tascabile

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Panasonic è riuscita a ritagliarsi in poco tempo un posto fra le grandi del panorama fotografico grazie ai propri prodotti, alle volte innovativi e sempre tecnologicamente all’avanguardia. Uno di questi prodotti è la Panasonic LX100, una compatta high-end dotata di ottima elettronica e di un obiettivo Leica DC Vario-Summilux. Le caratteristiche principali sono il fatto di poter registrare filmati in 4K (forse la prima ad introdurre questa tecnologia fra le sue simili), lo stabilizzatore ottico OIS, connessioni Wi-fi ed l’NFC e il sensore da 4/3″ più grande rispetto a quelli utilizzati in media dalle altre fotocamere della sua categoria. Proprio grazie all’elettronica, pur essendo uscita nel 2014 non ha niente da invidiare alle fotocamere più recenti.

INTERFACCIA E COSTRUZIONE

Il design si rifà indubbiamente allo stile retrò delle compatte analogiche che però sembra venire modernizzato smussando gli angoli e i lati, insomma un look interessante. È piuttosto pesante, una delle cause è senza dubbio il fatto di essere interamente in metallo, compreso il barilotto dell’obiettivo.
Dettaglio Panasonic LX100Restando in tema obiettivo devo sire che è molto solido, è dotato di due ghiere e due switch: le prime servono per gestire l’apertura del diaframma e la messa a fuoco o lo zoom mentre gli switch sono per selezionare la modalità di focus e il rapporto delle immagini, posizione di quest’ultimo particolare visto che di solito è un’opzione inserita nel menu. L’unico punto debole della lente sembra essere la ghiera del diaframma perché sarà facile girarla quando muoviamo l’altra.
GhiereIl resto del corpo macchina è molto solido e compatto, tutte le ghiere e i tasti si azionano bene, non sono “molli” diciamo, inoltre si raggiungono tutti comodamente.
Retro Panasonic LX100Non abbiamo una ghiera per selezionare le varie modalità di scatto ma possiamo arrangiarci settando in automatico le ghiere dell’apertura o dei tempi a seconda di che modalità vogliamo emulare (se priorità al diaframma o ai tempi), per scattare completamente in automatico invece basterà premere il pulsante “iA” posto sulla parte superiore del corpo macchina.
Dettaglio Panasonic LX100Pur essendo piccola non è troppo scomoda da utilizzare con una singola mano, qualche problema lo può avere chi ha delle mani grandi per raggiungere il pulsante di scatto, ma in generale si maneggia bene. Un’altra cosa particolare della macchina è l’esistenza di un tasto apposito per scegliere i filtri posto nella zona dei comandi principali; questo, insieme allo switch per selezionare l’aspect ratio delle immagini, potrebbero essere dei dettagli golosi per chi utilizza Instagram (o social networks affini).
Switches Panasonic LX100L’unico difetto che ho trovato esteriormente è lo schermo da 3″, pur essendo di ottima qualità, con quasi un milione di pixel, non è né direzionabile né articolabile perché fa parte del corpo macchina e questo limita parecchio le potenzialità della LX100.

COSTRUZIONE OBIETTIVO

Diamo un’occhiata all’obiettivo: si tratta di un Leica, ha una lunghezza focale di 24-75mm ed è composto da 11 lenti divise in 8 gruppi, 5 sono asferiche e 2 sono a bassa dispersione. Il diaframma è formato da 9 lamelle e ha un’apertura minima di f/16 e massima di f/1.7-2.8 (anche se diminuisce con lo zoom resta sempre un’apertura molto ampia). La minima distanza di messa a fuoco è di 3cm ideale per le fotografie macro, infatti una delle modalità di autofocus è dedicata proprio a questo tipo di fotografia. La lente è anche stabilizzata, tramite quello che Panasonic chiama Power O.I.S e possiamo addirittura montare filtri a vite, anche polarizzatori, basta che abbiano un diametro di 43mm.
Filtro Panasonic LX100E questa è una caratteristica che fa capire molto della fotocamera: questa LX100 vuole essere uno strumento leggero, versatile e professionale per chi non ha la possibilità (o la voglia) di portarsi dietro tutto l’arsenale ma necessita comunque di mantenere alta la qualità dei risultati.

PRESTAZIONI OBIETTIVO

Partendo dalla distorsione che porta alle immagini andiamo a vedere come si comporta questa lente. Allora a 24mm la deformazione non è eccessiva, diciamo che è accettabile vista la lunghezza focale e comunque tende a diminuire man mano che zoomiamo, infatti verso le lunghezze focali massime abbiamo delle immagini piatte.

Alle aperture focali maggiori abbiamo un po’ di vignettatura ma niente di particolare visto che sparisce chiudendo il diaframma.

Dal diaframma dipende anche la nitidezza: agli angoli dell’inquadratura i dettagli sono leggermente morbidi però sul resto dell’immagine la nitidezza è veramente buona inoltre, chiudendo il diaframma, le cose migliorano: la nitidezza generale aumenta e agli angoli i dettagli diventano più definiti.

Una cosa che fa un po’ di fatica a contrastare sono i flares, come potete vedere dal test.

In compenso abbiamo un bel bokeh morbido che accompagna le foto per tutta l’escursione focale visto che l’apertura massima non cambia molto man mano che si zoomma.

ASPETTO FOTOGRAFICO

Le premesse per delle buone prestazioni ci sono tutte, a partire dal sensore 4/3″ Multiaspetto da 16MP, multiaspetto significa che quando andremo a cambiare il rapporto delle immagini queste non cambieranno l’angolo di campo, inoltre essendo 4/3″ di pollice è più grande rispetto a quelli delle più comuni compatte e questo, come vedremo più avanti, permette di avere dei risultati migliori in condizioni di scarsa luminosità. L’otturatore permette di scattare fino a 16 millesimi di secondo, cosa che torna molto utile di giorno per esempio se vogliamo utilizzare la piena apertura del diaframma, mentre per pose lunghe abbiamo un massimo di 60 secondi. Qui sotto potete vedere un test dell’autofocus con le raffiche in modalità High, a 11fps.

Le raffiche raggiungono i 40fps in modalità Super High anche se per un numero limitato di scatti e alla minima qualità possibile, cosa che tornerà comoda molto raramente.

Il sistema di autofocus è molto buono, anche se basato su rilevamento di contrasto è molto veloce. L’unica situazione in cui ha difficoltà è quella classica in cui cadono tutti i sistemi di questo tipo ovvero quando cercheremo di fotografare superfici piatte e che non presentano differenze di colore. Per aiutarci a mettere a fuoco manualmente abbiamo due tipi di assistente, il primo è lo zoom nell’area centrale e l’altro è il focus peaking che evidenzierà di celeste i contorni delle aree messe a fuoco.
Assistenti obiettivo Panasonic LX100Il parco ISO corre dai minimi 100 fino ai 25600 massimi variabili di 1/3 di stop. La qualità è molto buona, il rumore inizia a farsi sentire da 800 però è solamente accennato, nelle JPEG poi la LX100 diminuisce automaticamente il rumore. Se da una parte è una comodità dall’altra porta via dettagli alle foto, specialmente a ISO maggiori.

Comunque qui sotto potete vedere la differenza fra JPEG e RAW, le prime come abbiamo detto sono più impastate ma prive di rumore mentre le seconde sono molto rumorose ma consentono con un po’ più di pazienza in post produzione di eliminare il rumore mantenendo alto il livello di dettaglio.

Comunque in generale la qualità e la resa fotografica sono molto buone, mi sono divertito a testare questa LX100 perché i risultati che si ottengono sono ottimi e danno soddisfazione.

ASPETTO VIDEO

Se Panasonic avesse inserito le due cose che invece purtroppo mancano, la LX100 sarebbe stata praticamente perfetta. Sto parlando del monitor e dell’entrata audio per microfoni esterni. Il monitor in realtà c’è sì ma non è né tiltabile né direzionabile perché incassato nel corpo macchina e infatti è scomodo da utilizzare sia per registrare video che per scattare certi tipi di foto, per esempio i così detti “vloggers” avranno vita difficile visto che non possono verificare né di essere nell’inquadratura né di essere a fuoco e questo è un peccato perché vista la possibilità di registrare in 4K sarebbe stata una fotocamera senza rivali (almeno fino all’arrivo delle più recenti fotocamere tipo la NX500), quindi Panasonic ha rinunciato ad una grande fetta di mercato.
Schermo Panasonic LX100Però per quanto riguarda la qualità video non c’è niente da ridire, la qualità è eccellente, il 4K non scherza nonostante il sensore da 4/3″ e anche il Full HD non è male, anche se registrare in 1080p nativi non porta gli stessi dettagli di una registrazione fatta in 4K e poi ridimensionata.

Un dettaglio da tenere in considerazione è il bitrate di scrittura, per le risoluzioni standard come l’HD o il Full HD vengono consigliate schede da minimo 45MB/s mentre per il 4K che ha un bitrate di 100MB/s sono indispensabili le più performanti schede da 95MB/s. Dal bitrate delle schede dipendono, oltre le qualità video disponibili, anche le funzioni per gestire la registrazione cioè se la scheda non è abbastanza veloce, una volta partita la registrazione, non potremo lavorare con le impostazioni e quindi la LX100 registrerà in automatico, mentre accadrà il contrario con schede abbastanza veloci. Testando le modalità di autofocus in video ho visto ch non si comportano male, l’unico punto debole è quello di cui parlavo prima ovvero le superfici che non presentano differenze di contrasto, però se stiamo lontani da questi soggetti non ci sono problemi insomma, l’autofocus sarà preciso. Infine per quanto riguarda gli ISO questi iniziano a farsi sentire da 800 e poi aumentano gradualmente fino a 6400 (che in modalità video sono i massimi ISO applicabili) ma si mantengono abbastanza anonimi diciamo, non sono troppo invadenti mi aspettavo molto peggio viste le dimensioni del sensore.

CONCLUSIONI SULLA LX100

Quindi che dire di questa LX100? senza dubbio la qualità non manca, sia quella video che quella fotografica sono ottime, le uniche pecche sono quelle di non avere uno schermo direzionabile (cosa che ritengo fondamentale su una fotocamera) e un input per microfoni. Al di là di questo la LX100 dà soddisfazione per i risultati che riusciamo ad ottenere e diverte molto, grazie anche a tutta la serie di filtri e le funzioni che ha tipo time lapse (se vi interessa sapere qualcosa in più su questa tecnica clicca qui) oppure lo stop motion. Inoltre è possibile gestire la LX100 tramite wi-fi, in alcune situazioni questa caratteristica potrebbe sopperire alla mancanza del monitor tiltabile, ma non solo, possiamo trasferire le foto sullo smartphone per una condivisione veloce sui social network. Le dimensioni e le caratteristiche quindi rendono la Panasonic LX100 una compatta professionale, senza dubbio una delle migliori sul mercato, adatta a chi viaggia e non vuole appesantirsi con tutto il corredo di attrezzatura ma anche per chi vuole semplicemente sperimentare ed entrare nel mondo della fotografia.

Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!