Recensione Sigma 24-70mm f/2.8 Art, migliore del Tamron 28-75 f/2.8?

296
0

Con l’arrivo della versione Sigma 24-70mm AF Art DG Sony E-Mount sul mercato, Sigma ha introdotto una valida alternativa al Sony FE 24-70mm f/2.8 G Master che va a contendersi il titolo di miglior obiettivo alternativo con il Tamron 28-75mm f/2.8 Di II RXD, il miglior zoom della categoria (fino ad ora). Le differenze fra i due sono molte, a partire dal peso e dalla costruzione; per quanto riguarda le prestazioni invece non ci resta che andare a confrontarle nel dettaglio!

DESIGN E COSTRUZIONE

Da questo punto di vista non ha niente da invidiare agli altri due obiettivi, solido e robusto (anche se più pesante degli altri) emana una sensazione di affidabilità sicuramente maggiore rispetto al Tamron (che però guadagna offre dimensioni più piccole e peso ridotto).

Ovviamente offre tutto il necessario, anche se non è completamente tropicalizzato come il Sony G Master, per proteggere da polvere e umidità se stesso e la fotocamera collegata. Sulla baionetta abbiamo infatti una guarnizione in gomma.

Purtroppo questa versione non integra i controlli meccanici (eccezione fatta per la ghiera dello zoom) come invece accade in quelle dedicate alla fotocamere reflex; su questo modello troviamo infatti una ghiera di messa a fuoco manuale elettronica, che quindi si porta dietro il caratteristico problema (lag) del focus by wire.

PRESTAZIONI OTTICHE

L’ottica con cui andremo a vedere le prestazioni di questo Sigma 24-70mm Art sarà quella di un confronto con gli obiettivi “nativi” prodotti dai maggiori brand; in particolare, faremo attenzione alle differenze tra questo zoom, il Sony 24-70mm 2.8 e il Tamron 24-70mm f/2.8.

DISTORSIONE

Partiamo con la distorsione, una delle prestazioni più difficili da gestire in fase di progettazione (soprattutto per obiettivi zoom). Alla minima lunghezza focale possiamo vedere una netta distorsione a barilotto, cosa comprensibile vista la lunghezza focale.

Test Distorsione 24mm Sigma 24-70mm f2.8 Art

Spingendoci verso i 35mm invece, dove otterremo la prestazione migliore, potremo osservare delle immagini piuttosto dritte. Comportamento che peggiore lievemente raggiungendo i 50mm, dove possiamo intravedere quello che sarà il comportamento dell’obiettivo una volta raggiunti i 70mm.

Test Distorsione 50mm Sigma 24-70mm f2.8 Art

Spingendoci infatti verso la massima escursione focale arriveremo a ottenere una distorsione a cuscinetto. Come vedremo per la vignettatura e le aberrazioni, questo problema non è complicato da risolvere, basta usare gli appositi strumenti integrati in qualsiasi programma di foto ritocco.

Test Distorsione 70mm Sigma 24-70mm f2.8 Art

NITIDEZZA

La nitidezza di questo obiettivo è molto buona, anche se in confronto al Sony 24-70mm 2.8 non è eccezionale. Questo perché dai test è emerso una direzione ben chiara in fase di progettazione: dare la priorità alla nitidezza generale delle immagini, lungo tutta l’escursione focale.

Questo da un lato produce immagini molto nitide a tutte le aperture e lunghezze focali, dall’altra però non vediamo mai una prestazione eccelsa, che spicca sulle altre. Comunque sia, questo comportamento torna molto utile in vari frangenti, dai ritratti alla fotografia di strada, dove il soggetto non è sempre al centro dell’inquadratura.

VIGNETTATURA

Per quanto sia semplice correggerla in post produzione, la vignettatura è un disturbo di cui il Sigma soffre piuttosto evidentemente. Il caso peggiore lo troviamo alla massima lunghezza focale, in combinazione con la massima apertura del diaframma. Qui, nonostante l’ampia zona centrale correttamente illuminata, abbiamo un netto e repentino calo di luminosità agli angoli dell’inquadratura.

Scendendo con lo zoom il disturbo si presenta sempre meno evidente, ma comunque la piena apertura focale rimane sempre il punto critico. Per questo infatti, chiudendo il diaframma, otteremo immagini omogeneamente illuminate.

In generale, per risolvere completamente il problema, basta chiudere a f/5.6 ma se abbiamo bisogno di sfruttare la piena apertura possiamo farlo senza problemi perché basterà utilizzare un programma di foto ritocco come Lightroom per correggerlo in post produzione.

ABERRAZIONI

La gestione delle aberrazioni è probabilmente la prestazione migliore che questo obiettivo è in grado di fornire. Visibili solo alle piene aperture, ma limitate quasi esclusivamente alle lunghezze focali più basse, potremo scattare in tutta tranquillità gran parte dei possibili scenari che ci troveremo a gestire.

Inoltre anche in questo caso basterà utilizzare un software di foto ritocco per sbarazzarcene molto facilmente, cosa comunque pressoché superflua.

FLARES

Anche i flares vengono gestiti molto bene, anzi perfettamente, indipendentemente dalla lunghezza focale. Infatti potremo vederli raramente e comunque in maniera molto molto lieve, comportamento perfetto per scatti in controluce (anche ritratti) e paesaggi.

BOKEH

Per sfruttare al meglio il bokeh di questo obiettivo dobbiamo spingerci a 70mm e aprire il diaframma. In queste condizioni non è affatto male, le highlights nello sfondo rimangono morbide e non hanno contorni definiti, almeno che non siano fonti di luce intense. Inoltre la parte a fuoco che rimane morbida dà un tocco fiabesco al tutto, effetto molto piacevole da guardare.

CONCLUSIONI

Anche se non dovesse essere il miglior zoom tutto fare alternativo questo Sigma 24-70mm AF Art DG Sony E-Mount si rivela essere un buon compromesso tra prestazioni e prezzo; comparandolo al Tamron 28-75mm f/2.8 Di III RXD offre dei vantaggi ma ovviamente anche degli svantaggi, come la robustezza in cambio delle dimensioni. Per capire quale sia il migliore per le tue esigenze ti lascio la Recensione del Tamron 28-75mm f/2.8 Di II RXD così potrai scoprire anche le sue prstazioni! Tieni conto che il Sony FE 24-70mm 2.8 G Master rimane comunque la scelta più indicata per chi possiede una Sony Alpha 7R IV vista la capacità di risolverne tutti i 61 megapixel.