Recensione Tokina 17-35mm f/4 Pro FX uno zoom economico ma interessante

142
0
CONDIVIDI

Il Tokina 17-35mm f/4.0 AT-X Pro FX è uno zoom grandangolare interessantissimo, versatile e in grado di destreggiarsi bene in molti stili fotografici. Dà il meglio di sé con fotocamere full frame ma montandolo su APS-C, e quindi rinunciando ad un po’ di ampiezza, è possibile migliorare le prestazioni eliminando quelle aberrazioni che si presentano nelle zone periferiche delle immagini. Altra caratteristica interessante dell’obiettivo è il prezzo, uno dei pochi zoom con apertura focale costante nella fascia media-bassa del mercato.

COSTRUZIONE

L’obiettivo si presenta subito motlo bene: peso non sproporzionato alle dimensioni e stuttura compatta; manca lo stabilizzatore ma vista l’escursione focale possiamo tranquillamente farne a meno. L’unico appunto da fare è sulla ghiera di messa a fuoco.

Vista generale obiettivo Tokina 17-35mm f4 Pro FX

Per selezionare la modalità di messa a fuoco è necessario spostare la ghiera stessa, metodo utilizzato anche da obiettivi come il FujiFilm 23mm f/1.4. In sé non sarebbe un metodo scomodo ma se montiamo il paraluce al contrario, per trasportarlo, sulla parte frontale le cose si complicano.

Dettaglio ghiera switch obiettivo Tokina 17-35mm f4 Pro FX

Spostare la ghiera diventa più complicato, soprattutto per selezionre la modalità di messa a fuoco manuale. A parte questo il tutto si muove fluidamente, compresa la ghiera dello zoom, e l’obiettivo offre anche una finestra che indica le distanza di messa a fuoco, utile per mettere a fuoco manualmente.

Dettaglio ghiere obiettivo Tokina 17-35mm f4 Pro FX

Altro punto a favore della costruzione è la baionetta in metallo circondata dalla tipica guarnizione che funge da isolante contro polvere e umidità. Dettaglio fondamentale su questo obiettivo.

Dettaglio baionetta obiettivo Tokina 17-35mm f4 Pro FX

Questo perché l’obiettivo, quando zoomiamo, sposta le lenti interne lasciando intravedere l’interno del barilotto. Anche se il risultato finale è quello di non far allungare il barilotto, se non fosse stato provvisto di guarnizione, la polvere si sarebbe intrufolata semplicemente al suo interno.

Dettaglio interno obiettivo Tokina 17-35mm f4 Pro FX

Concludendo con la costruzione del Tokina, resta da dire che la parte frontale non ruota durante la messa a fuoco, caratteristica che permette di montare anche filtri (a vite) polarizzatori, basta che abbiano un diametro di 82mm.

Dettaglio parte frontale obiettivo Tokina 17-35mm f4 Pro FX

PRESTAZIONI

DISTORSIONE

Per la natura stessa dell’obiettivo la distorsione è un disturbo con cui dobbiamo fare i conti a praticamente tutte le lunghezze focali. Ciò nonostante non risulta mai essere troppo invadente, a 17mm per esempio è sufficiente una compensazione di +2, in Lightroom. Zoomando la distorsione si va meno evidente, a 24mm non ve n’è alcun accenno, mentre a 35mm è necessaria una correzione di -1.

VIGNETTATURA

La vignettatura è piuttosto evidente a 17mm (soprattutto alle aperture focali maggiori, ovviamente) ma tende a diminuire, scomparendo completamente, a 35mm. Comqunque non prendete troppo in considerazione questo disturbo perché, come la distorsione e le aberrazioni, è semplicissimo da correggere in post produzione.

NITIDEZZA

Questo 17-35mm non è una lama, mantiene sempre un certo livello di morbidezza agli angoli indipendentemente dalla posizione dello zoom, nonostante l’apertura massima a f/4.

La prestazione migliore è quella che otteniamo a 24mm: il livello di dettaglio generale è abbastanza alto, anche alla piena apertura, dove la differenza fra centro e angoli evidente.

La prestazione peggiore invece è quella a 35mm dove la morbidezza si estende anche alla zona centrale, senza ovviamente rovinare drasticamente la qualità delle immagini, ma è comunque una morbidezza evidente.

ABERRAZIONI

Le aberrazioni si notano, soprattutto alle aperture maggiori e alle lunghezze focali minori; infatti l’apice di questo disturbo lo possiamo osservare a 17mm f/4. Zoomando le aberrazioni tendono a diminuire ma rimangono piuttsto evidenti anche a 24mm. Per disfarcene dobbiamo raggiungere i 35mm, dove questo effetto è gestito molto bene anche alla piena apertura. Altri esempi di aberrazioni potete osservarli nelle foto di test ai flare.

FLARES

Anche i Flares rimangono abbastanza anonimi lungo tutta l’escursion focale, anche posizionando il sole all’interno dell’inquadratura il disturbo massimo che possiamo osservare sono dei dischi lievemente visibili. Anche l’effetto stella rimane circoscritto intorno alla fonte di luce senza mai diventare troppo invadente.

BOKEH

Premessa: questo 17-35mm non è stato concepito per dar vita ad un bokeh eccezionale, viste le lunghezze focali di cui dispone e la massima apertura che si ferma a f/4, poter apprezzare questo effetto sarà una cosa abbastanza rara. Comunque, per dare vita allo sfocato, è necessario spingersi alla lunghezza focale massima (quindi 35mm), aprire il diaframma al massimo e avvicinarsi il più possibile al soggetto.

A queste condizioni possiamo vedere che la parte sfocata delle immagina risulta essere piuttosto morbida, comprese le highlights, e che in generale è un effetto piacevole da vedere (anche se spesso passerà inosservato).

CONCLUSIONI

Quindi con queste caratteristiche si fa presto a capire in quali settori il Tokina 17-35mm f/4.0 AT-X Pro FX riesce a dare il meglio di sé. Con un’escursione focale del genere gli stili che gli si addicono meglio sono la street photography, sicuramente quella paesaggistica, grazie alla distorsione pressoché inesistente anche fotografia d’architettura, e, con la giusta fotocamera, anche in fotografia notturna. Dico giusta fotocamera perché l’apertura massima di f/4 impone un aumento di ISO non indifferente, quindi è necessario che la fotocamera gestisca bene il rumore, cosa che solitamente fanno le full frame.