Sigma 105mm f/2.8: Ottimo su Full Frame, Migliore su APS-C

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Una delle lenti più popolari per la fotografia macro è il Sigma 105mm EX f/2.8 DG OS HSM Macro. Diventato famoso per le prestazioni veramente buone ed il prezzo accessibile, ottimo su full frame e addirittura migliore su APS-C! Grazie soprattutto alla minima distanza di messa a fuoco e all’aumento della lunghezza focale. Ma non solo, montare questa lente sul medio formato migliora quasi tutti gli altri aspetti che la lente non gestisce alla perfezione.

COSTRUZIONE

L’obiettivo è costruito in modo impeccabile, compatto e solido (un po’ pesante), anche la ghiera della messa a fuoco non ha il minimo gioco ed è abbastanza fluida (forse leggermente dura).
Generale sigma 105mm f/2.8 MacroSul barilotto sono presenti tre switch, uno per gestire la modalità di fuoco uno per lo stabilizzatore e uno per limitare il range dell’autofocus. Piccolo appunto sugli ultimi due: le linguette sono dure da muovere e siccome sono switch a tre posizioni a volte è difficile selezionare quella centrale per la troppa forza da dover esercitare.
Switches Sigma 105mm f/2.8 MacroAll’interno è composto da 16 lenti divise in 11 gruppi, il diaframma è composto da ben 9 lamelle che restituiscono un’apertura minima di f/22 e massima di f/2.8.
Diaframma sigma 105mm f/2.8 MacroLa minima distanza di messa a fuoco, uno dei maggiori pregi della lente, è di 30cm circa. La messa a fuoco avviene internamente, questo significa che possiamo montare filtri a vite di qualsiasi tipo (anche polarizzatori) perché la parte frontale non ruota, basta che abbiano un diametro di 62mm.
Filtro sigma 105mm f/2.8 MacroInfine, per quanto riguarda la parte elettronica, abbiamo un autofocus HSM (che permette di correggere il fuoco manualmente in qualsiasi momento) e uno stabilizzatore ottico OS.

PRESTAZIONI

Le prestazioni sono quasi perfette, partendo dalla distorsione: le foto sono perfette, totalmente piatte sia su full frame che su ASP-C, l’obiettivo fa veramente un ottimo lavoro.

La vignettatura è molto anonima, possiamo vederne un accenno solo all’apertura focale massima e su full frame perché sui sensori più piccoli questo disturbo non esiste.

Anche la nitidezza è ottima: su full frame già alla piena apertura abbiamo un alto livello di dettagli, anche se agli angoli abbiamo un leggero calo di nitidezza (calo leggerissimo). Basterà comunque chiudere il diaframma per migliorare la situazione ai bordi e in generale su tutta la superficie, da f/5.6 abbiamo le prestazioni migliori.

Su APS-C invece non abbiamo il problema degli angoli però ovviamente la nitidezza segue lo stesso comportamento in funzione dell’apertura focale, quindi a f/2.8 immagini più morbide che acquistano più nitidezza man mano che ci avviciniamo a f/5.6.

Passando alle aberrazioni, ne abbiamo solo un accenno agli angoli (o comunque nelle zone periferiche delle immagini) sia se montiamo la lente su full frame che su medio formato. Comunque non è una cosa di cui preoccuparsi troppo visto che ce ne accorgiamo solo all’apertura massima.

Il bokeh è molto piacevole, il diaframma fa un’ottimo lavoro staccando il soggetto dallo sfondo, complice anche la nitidezza che mette a contrasto i dettagli della parte a fuoco con la parte sfocata. Le lamelle del diaframma inoltre, a piena apertura, restituiranno delle highlights circolari quando queste si troveranno nello sfondo.

Per quanto riguarda il comparto elettronico, partendo dall’autofocus, abbiamo un sistema abbastanza veloce, che sarà difficile mettere in crisi (anche in condizioni di scarsa luminosità riuscirà sempre a trovare il fuoco).

Lo switch per limitare il range di messa a fuoco influisce molto, quindi per velocizzare la messa a fuoco sarà opportuno farci la mano ed utilizzarlo.

Mentre l’OS è un ottimo stabilizzatore: ha addirittura due modalità (una pere riesce a compensare bene le vibrazioni che trasmettiamo alla fotocamera. Strumento che tornerà sicuramente utile visto che il peso della lente non è modesto.

MACRO

Le foto a cui è in grado di dar vita sono eccezionali, sono il frutto di tutte le ottime prestazioni combinate, nitidezza e bokeh soprattutto. Anche la minima distanza di messa a fuoco influisce ovviamente, permettendo di avvicinarci al soggetto considerevolmente.

Questo viene amplificato con i sensori APS-C perché essendo più piccoli rispetto ai sensori per i quali la lente è progettata vedranno solo la parte centrale di ciò che il 105mm è in grado di restituire veramente, ed è per questo fenomeno che i sensori più piccoli hanno anche l’appellativo di “cropped sensor” in inglese.
Differenza sensori Sigma 105mm macro Ma croppare le immagini non influisce solamente sullo “zoom”: il fatto di ricevere solo la parte centrale del’immagine elimina anche il problema della nitidezza agli angoli, la vignettatura e la distorsione, fenomeni che si presentano solo nelle zone che vengono tagliate, ovvero quelle periferiche.

CONCLUSIONI SUL 105MM

Una delle migliori lenti macro sul mercato, a renderla tale sono le ottime prestazioni ed il prezzo molto conveniente a cui viene proposto, strizza l’occhio infatti a chi possiede fotocamere APS-C (dove dà il meglio di sé) o a chi in generale non ha un budget molto elevato. Ma non dimentichiamoci del pieno formato, dove il Sigma 105mm resta una lente fenomenale in grado di dar vita a scatti eccezionali se usato nel giusto modo. quindi se state cercando un obiettivo per avventurarvi nel mondo della fotografia macro questo Sigma 105mm non può non entrare nel vostro corredo!

Spero che l’articolo vi sia stato utile, ma se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!

  • Giuseppe De Clemente

    IL SIGMA 105 F2.8 EX DG MACRO OS HSM STABILZZATO PER NIKON PUO’ ESSERE USATO CON L’AUTOFOCUS CON UNA D3200 DATO CHE NON DOVREBBE AVERE L’AUTOFOCUS INTERNO?

    • Certo, Non ci sono problemi (se posso permettermi di darle un suggerimento, non usi il maiuscolo perché Disqus potrebbe identificare il commento come spam).