Sirui 50mm f/1.8 Anamorphic 1.33x – che la rivoluzione abbia inizio

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Finalmente la nostra recensione dell’attesissimo Sirui 50mm f/1.8 Anamorphic 1.33x. Attesa data dal fatto che apre le porte del formato anamorfico a chi è vincolato a budget o produzioni ridotte. Come vedremo durante questa recensione è comunque un obiettivo fenomenale, tante le caratteristiche interessanti, minime quelle da rivedere. Quindi non perdiamo tempo e andiamo a vedere insieme di cosa è capace!

IL FORMATO ANAMORFICO

Cosa si intende per “anamorfico”? Il formato anamorfico, ad oggi, è utilizzato nel mondo cinematografico per ottenere diversi effetti sul filmato, primo fra tutti il guadagno di angolo di campo a parità di lunghezza focale: se paragonassimo questo Sirui ad un qualsiasi altro 50mm fotografico scopriremo che nonostante la lunghezza focale sia la stessa con questo Sirui 50mm f/1.8 avremo un guadagno del 33% sul piano orizzontale, guadagno che viene espresso con la dicitura 1.33x.

Altro effetto caratteristico introdotto da questo tipo di obiettivi è la resa dei flares, come vedremo più avanti tutte le luci che entrano nell’inquadratura producono un determinato tipo di flare. Infine, anche il bokeh si comporta in un modo ben specifico, assumendo una forma particolare.

DESIGN E COSTRUZIONE

Anche solo osservandolo si può capire la particolarità di questo obiettivo, infatti dalla parte frontale possiamo scorgere l’elemento ottico ovale che dilata verticalmente tutto ciò che andremo ad inquadrare. Qui però sorgono alcuni dubbi: le lenti anamorfiche appartengono al mondo cinematografico, o comunque del video, perciò mi è subito saltata all’occhio l’assenza delle ghiere dentate tipiche di questi obiettivi.

Premessa: è un difetto da niente, lo so, facilmente risolvibile con dei semplici adattatori come il Walimex anello follow focus, ma questo dettaglio mi ha messo dei dubbi riguardo il reale obiettivo di Sirui con questo obiettivo; va inoltre aggiunta la decisione di utilizzare la scala f/ e non la tradizionale scala T. per descrivere le aperture focali. Ripeto, problemi da niente, ma era giusto farli notare. Speriamo li risolvino con i prossimi obiettivi che hanno intenzione di lanciare.

Detto questo andiamo avanti. Per quanto riguarda la costruzione in sé e per sé questo 50mm è un ottimo obiettivo, infatti è racchiuso in un barilotto completamente in metallo che offre due ghiere manuali molto fluide sulle quali sono incisi tutti i rispettivi valori utili. La parte posteriore, che mostra una baionetta nuovamente in metallo, non integra alcun tipo di comunicazione con la fotocamera, rendendo il 50mm un obiettivo completamente manuale; caratteristica che nel mondo video è del tutto normale.

PRESTAZIONI

Dal momento che non è un obiettivo fotografico andrò ad approfondire prestazioni diverse rispetto a quelle che sei abituato a vedere su questo blog; una in particolare, il focus breathing, potrebbe addirittura essere una sorpresa, ma non ti preoccupare perché farò chiarezza ad ogni nuovo termine che salterà fuori.

DISTORSIONE

Una volta compressa l’immagine nelle giuste proporzioni possiamo osservare che la distorsione introdotta da questo obiettivo rimane comunque piuttosto evidente, leggermente troppo per un 50mm.

VIGNETTATURA

Sorprendentemente questo disturbo, per quanto semplice da correggere anche in video, rimane molto lieve indipendentemente dall’apertura focale scelta, anche alla piena apertura di f/1.8 ne potremmo scorgere solo un lieve accenno.

NITIDEZZA

Anche la nitidezza non è affatto male, anzi: i dettagli che riesce a restituire questo 50mm anamorfico sono tantissimi, anche alla piena apertura. Comportamento che sinceramente non mi aspettavo di vedere vista la particolarità del sistema ottico (e il prezzo del prodotto).

FLARES

Uno degli effetti più caratteristici di questa tipologia di obiettivi: i flares. Se hai mai visto un film d’azione prodotto di recente avrai sicuramente notato quei flares orizzontali che saltano fuori quando le luci colpiscono direttamente l’obiettivo. Bene, quei flares indicano che per girare quella scena è stata utilizzata una lente anamorfica!

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico c’è poco da dire, l’effetto è evidente ma comunque non troppo invadente: oltre al flare orizzontale intorno alla sorgente luminosa si crea un effetto stella che rimane circoscritto alla luce; quindi direi che questo 50mm è promosso anche da questo punto di vista.

BOKEH

La resa del bokeh, e in particolare delle highlights (punti di luce) al suo interno, è un altro effetto tipico delle lenti anamorfiche. Mentre i normali obiettivi conferiscono alle highlights una forma circolare le ottiche come questo Sirui 50mm f/1.8 Anamorphic le rappresentano dalla forma ovale a causa dell’elemento, ovale appunto, che serve per dilatare verticalmente l’immagine.

Qualitativamente sono leggermente dure e presentano delle lievissime aberrazioni cromatiche intorno alla propria circonferenza, comunque niente di cui preoccuparsi. Aberrazioni che vediamo altrettanto lievemente intorno alle zone che presentano un contrasto luminoso piuttosto elevato.

FOCUS BREATHING

Il focus breathing, ovvero lo zoom che si manifesta al variare della distanza di messa a fuoco, si vede. Anche se Sirui afferma che è molto ridotto, lo possiamo notare tranquillamente con cambi di messa a fuoco repentini, soprattutto se andiamo a variare molto la distanza di messa a fuoco. Questo però non è da considerarsi un difetto, molte lenti di questo tipo ne soffrono, al contrario delle ottiche cinema “circolari” che da questo punto di vista sono pressoché perfette.

CONCLUSIONI

Quindi alla fine di tutto questo Sirui 50mm f/1.8 Anamorphic 1.33x è un obiettivo che vale la pena acquistare? Assolutamente sì! L’aspettativa creata intorno a questa lente è sicuramente stata soddisfatta, con un impegno economico ridotto è possibile assicurarsi un look cinematografico con tutti i relativi effetti caratteristici, dai flares all’aspect ratio.

Dubbi su questo obiettivo? Commenta pure qui sotto, ti risponderemo il prima possibile!