Still Life, come fotografare oggetti su sfondo bianco

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Alle prese con il primo lavoro da fotografo still life? O in cerca di abbellire il catalogo online del proprio negozio? Qualunque sia il motivo per cui ti sei ritrovato su questo articolo non ha importanza, quello che conta è che, dopo aver letto questo post, sarai in grado di creare fantastici scenari con lo sfondo completamente bianco! O almeno spero.

SFONDO BIANCO, COME FARE

Lo sfondo bianco parte ovviamente dallo sfondo: bianco. Utilizzare fondali colorati per poi cambiarne il colore in Photoshop è solo una grande perdita di tempo, e noi questo non lo vogliamo. Sul mercato ci sono tante opzioni, dai fondali portatili come il Walimex pieghevole ai rulli come il Tetenal super bianco in carta. Ovviamente, come per tutte le cose, migliore sarà l’attrezzatura e più semplice sarà lavorare, ma non è necessario andare “full professional” in tutti i casi, per esempio: un orefice che vuole catalogare i propri anelli non dovrà procurarsi rulli da 11 metri di lunghezza ma potrà utilizzare un semplice foglio di carta A4 (ovviemante bianco). I fondali comunque non sono l’unica soluzione, esistono anche prodotti come i tavoli da ripresa o i Lastolite Cubelite, quest’ultimi in particolare permettono di creare un ambiente bianco tutto intorno al soggetto, con le pareti laterali che fungono anche da softbox per le luci esterne.

LE LUCI

Per un buon risultato però, il fondale bianco non è sufficiente: è necessario avere anche una buona illuminazione, e con questo non intendo sovraesporre lo sfondo. Quando si parla di luci, in studio, ci sono principalmente tre opzioni: LED a luce continua, i tradizionali flash a slitta quelli da studio. Scegliere la giusta combinazione di luci è fondamentale sia per la corretta illuminazione del soggetto sia per quella dello sfondo. Sapere come impattano le varie tipologie di luci sullo sfondo, e quindi come gestirle, è fondamentale tanto quanto sapere come si comportano con il soggetto.

Evitare lo sfondo grigio: La causa dello sfondo grigio è banale, luci troppo lontane dallo sfondo o comunque troppo poco potenti. La soluzione, al contrario, non è altrettanto banale: per risolvere la cosa ci sono diverse tecniche, più o meno efficaci.

Le differenze fra le luci LED e i flash è che le prime sono generalmente più morbide sul soggetto, quindi meno potenti; permettono anche di avere un’anteprima costante di come illuminano la scena, rendendone più semplice la composizione. I flash al contrario, soprattutto quelli a slitta, non permettono di osservare la loro influenza sulla scena finché non scattiamo una foto, rendendo il processo di composizione sicuramente più lungo. La loro luce però, tendenzialmente più “dura” rispetto a quella dei LED, li rende ottimi per illuminare lo sfondo.

COMPORRE LA SCENA

Un fondale bianco ovviamente non è sufficiente, la posizione delle luci (e del soggetto nello studio) ha molta importanza sul risultato che otterremo. Al mondo esistono tante tecniche differenti per ottenere uno sfondo bianco, in questo articolo però mi limiterò ad illustrare quelle principali.

SOGGETTO E LUCI VICINE ALLO SFONDO

Partiamo da quella più semplice (almeno dal punto di vista organizzativo): avvicinare soggetto e luci allo sfondo. In questo modo la quantità luce che va a colpire il soggetto è la stessa che va a colpire lo sfondo, creando così lo sfondo bianco (eliminando quindi la principale causa dello sfondo grigio). Lo svantaggio di questo metodo? Le ombre che il soggetto potrebbe proiettare sullo sfondo se troppo vicino ad esso e la probabilità di sovraesporre la parte più vicina alla sorgente di luce.

LUCI DEDICATE ALLO SFONDO

Il metodo più efficace e professionale è quello di illuminare lo sfondo con almeno una luce, facendo però attenzione a non sovraesporlo. Il segreto sta nell’utilizzo dei diffusori: nel caso di flash potremmo utilizzare degli ombrelli, dei semplici softbox invece potrebbero essere sufficienti per lampade a luce continua. Una regola utile per ottenere buoni risultati è quella di illuminare lo sfondo di uno stop in più (circa) rispetto alla potenza delle luci dedicate al soggetto. Lo svantaggio di questo metodo sta nel costo e nella quantità dell’attrezzatura: luci e relativi accessori da impiegare, non sono pochi visto che oltre a quelle dedicate al soggetto è necessaria almeno una luce da dedicare allo sfondo.

TECNICA D’EMERGENZA

Oltre ai metodi più tradizionali ne esiste uno, tecnicamente scorretto, che infatti viene considerato “da novellini” per la sua semplicità e per i risultati non proprio ottimali che produce: quello di illuminare lo sfondo da dietro. Per farlo è necessario un fondale semitrasparente (o come le pareti dei Lastolite Cubelite citati qualche paragrafo fa) e almeno due luci. Questo perché una sarà sicuramente dedicata allo sfondo, le altre invece al soggetto. Lo scenario che questa tecnica produce è praticamente un controluce, quindi avremo tutti gli artefatti del caso, in particolare: diminuzione del contrasto; sovraesposizione dello sfondo; contorni e dettagli esterni del soggetto non definiti (soprattutto se questo presenta zone lucide). Questo metodo equivale, praticamente, a sovraesporre i bianchi in Photoshop o Lightroom. In compenso però lo sfondo risulterà bianco puro e, ponderando accuratamente la potenza della luce posteriore, possiamo limitare i danni.

CONCLUSIONI

Come per tutte le tipologie di foto, partire da un buon prodotto “in camera” (quindi da una buona foto), semplifica enormemente il lavoro da fare in post produzione e ovviamente restituisce un risultato migliore. Quindi ponete attenzione alla scelta delle luci e al loro utilizzo, sappiatene sfruttare le caratteristiche (ovviamente servirà un po’ di pratica) e non abbiate fretta perché c’è sempre modo di migliorare uno scatto!