Tempo d’esposizione – cos’è e come sfruttarlo al meglio

1691
0

Il tempo d’esposizione è uno dei tre fattori che influenza l’esposizione (appunto). Oltre al tempo di posa, altro nome per indicare questo valore (chiamato anche tempo di scatto), influiscono sull’esposizione l’apertura del diaframma e la sensibilità del sensore. Questi tre valori prendono il nome di “triangolo dell’esposizione“, questo triangolo può essere visto anche come un rapporto che lega i tre fattori: se per esempio stiamo per scattare una foto correttamente esposta ma modifichiamo il tempo di posa, questo andrà ad influenzare la scelta degli altri due parametri, dovremo infatti scegliere come compensare la modifica al tempo d’esposizione. Ma chiudiamo questa parentesi, vi spiegherò tutto a tempo debito, infatti questo è il primo di alcuni articoli riguardanti l’argomento esposizione.

IL TEMPO D’ESPOSIZIONE

Questo parametro determina per quanto tempo esporremo il sensore alla scena e quindi alla luce ambientale. Come gli altri due valori che compongono il triangolo dell’esposizione si misura in stop, o meglio, si misura in secondi (e relative frazioni) ma solitamente si ragiona in stop per deciderne il valore da settare. Le ultime fotocamere, come la FujiFilm X-T2, grazie all’otturatore elettronico riescono a toccare i 1/32000s (32 millesimi di secondo) di posa minimi, tempi velocissimi che lasciano arrivare poca luce al sensore, utili però per immortalare fenomeni veloci, come approfondiremo dopo.

DA SECONDI A STOP

Gli stop sono le unità con cui si calcola l’esposizione, tutto ciò che gira intorno all’esposizione viene calcolato su questa scala. Come facciamo a sapere di quanti stop aumentiamo o diminuiamo l’esposizione? È semplice, ogni variazione di stop è la moltiplicazione o la divisione per due del tempo di scatto, arrotondata. Per esempio: se ho settato un tempo di posa di 1/1000s ma siccome la scena è sottoesposta voglio aumentare l’esposizione di uno stop, per sapere a quanti secondi corrisponde lo stop in più devo dividere 1000 per 2, ottenendo così 1/500s.

È importante fare attenzione al fatto che più piccola è la frazione di secondo e maggiore è il tempo di posa, infatti 1/30s è un tempo minore (quindi più “veloce”) di 1/10s.

Se però modificare l’esposizione di un intero stop è troppo possiamo sempre aumentare o diminuire di una frazione di stop: la precisione delle fotocamere moderne arriva fino al “terzo di stop“. Se riprendiamo il caso di prima, volendo aumentare il tempo di posa di 1/3 di stop, avremo un tempo d’esposizione di 1/800s.

UTILIZZO DEL TEMPO D’ESPOSIZIONE

Durante la scelta della fotocamera dobbiamo dare molta considerazione alla scala dei tempi di posa perché questa pregiudicherà il tipo di fotografie che potremo fare: se per esempio la nostra fotocamera non permette di scattare in modalità “bulb” (come sulle compatte tipo la Sony RX100 V) non potremo cimentarci nella tecnica della lunga esposizione, se invece non possiamo andare oltre i 1/4000s sarà difficile poter immortalare eventi sportivi o fenomeni molto veloci in generale.

Scattare in bulb significa decidere manualmente quanto esporre, in parole povere: il sensore rimarrà esposto finché terremo premuto il pulsante di scatto. Ovviamente tenere fisicamente premuto il pulsante di scatto con le nostre mani trasmetterebbe delle vibrazioni alla fotocamera, inserendo mosso nelle foto. Per ovviare a questo problema esistono i telecomandi per scattare da remoto come il Nikon MC-36 A.

IL MOSSO

Un aspetto molto importante da tenere in considerazione durante la composizione e lo scatto della fotografia è il mosso. Questo disturbo si manifesta soprattutto quando tempi di posa troppo lunghi.

Solitamente se scattiamo a mano libera con una lente non stabilizzata si possono vedere le prime tracce di mosso già con tempi di posa intorno ai 1/50s.

Per ovviare a questo problema si possono utilizzare o tempi di scatto più brevi (quando possibile) o un supporto, come il cavalletto. Per sapere quanto breve deve essere l’esposizione ci viene in soccorso una regolina semplice semplice: basta non scendere sotto la lunghezza focale equivalente, in che senso? Se abbiamo un 100mm montato sulla nostra full frame, è importante non scendere sotto 1/100 s; se invece lo stesso 100mm fosse montato su una APS-C (con fattore di crop 1.5x) allora equivarrebbe a 150mm e quindi non dovremmo scendere sotto i 1/150 s.
Star Trails tempo d'esposizione

TEMPI D’ESPOSIZIONE BREVI

I tempi di posa brevi si utilizzano per tutti quei fenomeni veloci come gare sportive, fotografia naturalistica e caduta di oggetti in acqua (tecnica solitamente utilizzata nella fotografia pubblicitaria). Utilizzare tempi di scatto molto veloci significa impedire al sensore di immagazzinare molta luce, per questo se non stiamo scattando in ambienti particolarmente luminosi è necessario compensare con l’apertura del diaframma e la sensibilità del sensore (ecco che ritorna il triangolo dell’esposizione).
Tempo d'Esposizione - cos'è e come Sfruttarlo al MeglioQuindi se ci vogliamo indirizzare verso questi tipi di fotografia dobbiamo orientarci verso una fotocamera che sopporti bene l’aumento degli ISO (come la Sony Alpha 7R Mark II) e una lente che abbia un’apertura del diaframma ampia.

TEMPI D’ESPOSIZIONE LUNGHI

I tempi di scatto più lunghi, da 1/30s fino all’esposizione di qualche minuto (e oltre), aprono al fotografo un mondo di possibilità artistiche. Con questi tempi possiamo creare tanti effetti spettacolari e possiamo cimentarci in varie tecniche suggestive, come la lunga esposizione ed il Panning – l’Arte di Fotografare il Movimento. Principalmente però sono tempi utilizzati per fotografia notturna, per immortalare la volta celeste in vari modi.
Star Trails tempo d'esposizione

Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento e sarò felice di aiutarvi come posso!