FujiFilm X-Pro2 – un Grande Passo Avanti per Fuji

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Fuji è una delle aziende che sta dominando il mercato fotografico, suprattutto il settore mirrorless. Le fotocamere che gli hanno dato tale popolarità sono quelle della linea X, alle quali fa capo la Fuji X-T1 – la Flasgship di fujiFilm. Se però dal punto di vista fotografico sono fotocamere eccezionali, da quello video non possiamo dire lo stesso: Fuji fino a questo momento non sembrava interessarsi a questo settore. Cosa è cambiato? Probabilmente il mercato, continuare a non implementare un comparto video di qualità, quando tutte le altre aziende lo stanno facendo, significa perdere molti possibili clienti. La FujiFilm X-Pro2 è un esempio di questo cambiamento, non solo offre prestazioni fotografiche stupefacenti ma permette di girare filmati di buona qualità, andiamo a vedere come si comporta!

COSTRUZIONE: STILE E DESIGN

Confrontandola con le altre mirrorless della linea X, questa X-Pro2 non è sicuramente la più minuta. La prima cosa che salta all’occhio togliendola dalla confezione (se ovviamente si è abituati a maneggiare fotocamere dell’azienda) sono le dimensioni generose. Non è sicuramente un punto a sfavore, anzi: si maneggia molto bene, anche chi ha mani grandi non troverà difficoltà; a differenza di come si potrebbe pensare non è affatto pesante, il corpo in lega di magnesio mantiene leggera tutta la struttura; inoltre è tropicalizzata, come la FujiFilm X-T1, indizi principali sono le guarnizioni che circondano gli sportellini dell’interfaccia input/output.

LA PIÙ VINTAGE

Come tutti gli altri esemplari della linea anche la X-Pro2 ha uno stile retrò, ispirato alle vecchie mirrorless analogiche come la Fuji TX-1. In questa macchina però, si percepisce maggiormente la nostalgia dei vecchi tempi: sulla parte superiore, vicino alla hot-shoe per flash esterni, abbiamo due ghiere: una per la compensazione dell’esposizione mentre l’altra per selezionare i tempi di scatto e gli ISO. Ed è proprio il metodo con cui dobbiamo scegliere gli ISO rende la X-Pro2 la fotocamera più “vintage” del nuovo millennio (almeno per ora). Come accadeva sulle vecchie fotocamere analogiche, ci sono due modi di utilizzare la ghiera: uno è quello di farla semplicemente ruotare, in modo da scegliere i tempi di scatto; l’altro metodo è quello di sollevarne l’anello esterno e poi ruotarla, così da selezionare gli ISO. Anche se può essere divertente (i primi dieci minuti), non è molto funzionale: se non solleviamo del tutto l’anello esterno faremo presa su tutta la ghiera e girandola cambieremo i tempi di scatto invece che gli ISO.

MIRINO: OTTICO O ELETTRONICO?

Come sulla Fuji X100T abbiamo a disposizione un mirino ibrido, possiamo scegliere fra: il mirino completamente elettronico, quello ottico (galileiano) oppure la combinazione fra il mirino ottico e un piccolo mirino elettronico. Lo switch per selezionarli si trova nella parte parte anteriore della fotocamera e si aziona comodamente col dito medio. L’utilità di avere questo tipo di mirini è indiscutibile: quello ottico, anche se non ci darà una visione perfetta di quella che sarà la foto, mostra anche quello che è fuori frame (utile per comporre fotografia di strada), inoltre mostra le varie informazioni relative alle impostazioni di scatto (compreso il punto di messa a fuoco) in tempo reale; quello elettronico, con una risoluzione di ben 2.3 MegaPixel, è ottimo per avere un’anteprima dello scatto. È molto fluido e guardandolo non affatica gli occhi, inoltre torna molto utile quando lo schermo diventa inutilizzabile a causa del sole. L’unico appunto da fare sono le dimensioni, per chi utilizza gli occhiali (come me) non è abbastanza grande da poterlo osservare completamente.

MONITOR ED INTERFACCIA

Abbiamo detto che la fotocamera è tropicalizzata, quindi può funzionare in ambienti più ostili per un apparecchio elettronico. Probabilmente per questo Fuji non ha reso basculabile il monitor posteriore che appunto è incastonato nel corpo macchina. A parte questo (uno schermo non direzionabile è scomodo in tante situazioni), il display è di ottima fattura: ha una diagonale di 3″, è molto luminoso e non ha lag durante la live view. Non è touch screen ma l’interfaccia, composta da tasti sparsi per tutto il corpo macchina, sopperisce molto bene a questa mancanza, dedicando un tasto ad ogni funzione essenziale.

Particolare attenzione la merita il joystick vicino al monitor: permette di selezionare velocemente i vari punti di messa a fuoco.

Se comunque non ci dovesse piacere come Fuji ha disposto i tasti possiamo sempre riprogrammarli in base alle nostre esigenze. Ai lati della fotocamera abbiamo gli sportellini che ospitano (a sinistra) l’interfaccia input/output e (a destra) i due slot per le schede di memoria. La prima è composta da una presa micro HDMI, una micro USB ed un jack da 2,5mm che funge da input per microfoni esterni o per controller remoti.

PRESTAZIONI

Una lettura delle specifiche ci fa inuitre che la X-Pro2 ha tutte le carte in regola per offrire ottime prestazioni, a partire dal nuovo sensore X Trans CMOS III da 24.3 MegaPixel e dal nuovo processore di immagini X Processor Pro che lo affianca. Anche il sistema di messa a fuoco rappresenta una novità: può attingere da ben 77 punti a rilevamento di fase che coprono gran parte della scena, molto utili per soggetti in movimento. A proposito di soggetti in movimento: la fotocamera può scattare raffiche di 8 immagini al secondo. Infine, Per quanto riguarda l’esposizione: abbiamo a disposizione un range ISO che tocca i 51200 e un otturatore che può raggiungere i 1/8000 secondi di posa.

Una feature interessante è la possibilità di salvare le immagini in RAW compresso, formato che unisce le informazioni del RAW alla leggereza del JPEG.

AUTOFOCUS

L’autofocus della X-Pro 2 è molto buono, anche se non eccezionale. Finché rimaniamo in condizioni di luce ottimale (o comunque buona) non avrà problemi, metterà a fuoco velocemente e in modo preciso, anche i soggetti che si muovono più velocemente. I problemi iniziano quando la fotocamera non ha molta luce a disposizione, qui è probabile che qualche scatto possa andar perso. Qui sotto vi lascio un test che ho fatto scattando una raffica alla massima velocità: potete vedere che l’autofocus traccia abbastanza bene il soggetto.

GESTIONE ISO

La prestazione migliore della fotocamera è sicuramente la gestione degli ISO, semplicemente magnifica. Possiamo utilizzare tranquillamente tutto il range a nostra disposizione senza avere troppi problemi. Possiamo spingerci fino a 51200 dove avremo solamente un calo di dettagli e un aumento del rumore, ma niente di drammatico in confronto alla maggior parte delle fotocamere in commercio (lasciando stare mostri come le Sony Alpha 7s Mark II). Sono rimasto veramente sopreso da come vengono gestiti gli ISO, permettono di scattare in condizioni di scarsa luminosità senza sacrificare quasi minimamente la qualità delle foto.

VIDEO

Anche il video è una grande innovazione per Fuji, fino ad ora l’azienda aveva sempre trascurato questo aspetto, infatti le sue fotocamere sono diventate famose anche per questo. Con la X-Pro2 (e con la FujiFilm X-T2) sembra che le cose siano cambiate, finalmente saremo in grado di registrare filmati di qualità. Anche se la risoluzione massima è il Full-HD non disperate perché è un ottimo Full-HD. Le immagini non sono solo ricche di dettagli, grazie all’esperienza che Fuji ha maturato nella gestione dei colori sono un piacere per gli occhi (forse leggermente troppo contrastate). A proposito di colori, come su tutte le altre fotocamere della linea X, anche su questa abbiamo le varie modalità di simulzaione della pellicola, fra le quali ne viene inserita una nuova: la ACROS, una modalità in bianco e nero.

CONCLUSIONI SULLA X-PRO2

La X-Pro2 è una macchina strabiliante, può essere utilizzata in praticamente qualsiasi settore fotografico (tranne la fotografia sportiva, non è abbastanza veloce). Sono rimasto molto sorpreso dalla getsione degli ISO, per chi ama fotografare il cielo notturno questa fotocamera è perfetta, ma anche chi si vuole gettare nel mondo del reportage: il mirino galileiano è un ottimo alleato per comporre la scena.

Insomma, questa fotocamera avrà sicuramente un grande successo, come del resto lo hanno avuto tutte le sorelle della serie X. Personalmente è diventata la mia mirrorless compatta preferita, spodestando la Panasonic GX 80 (che resta comunque la mia videocmaera compatta preferita).