Obiettivi Fissi – perché Dovrei Usarli?

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I fissi sono obiettivi che hanno una singola lunghezza focale e che quindi non sono dotati di zoom. La loro versatilità potrebbe sembrare limitata rispetto ai tutto-fare che, come dice il nome stesso, possono coprire un range di zoom più ampio. Nonostante questo esistono e sono molto diffusi nel panorama fotografico. Molti fotografi professionisti utilizzano esclusivamente obiettivi fissi. Ma perché qualcuno dovrebbe utilizzare un fisso al posto di uno zoom? Le motivazioni in realtà esistono e sono tutte molte valide, se quindi vi state ponendo questa domanda o se vi state chiedendo perché esistano lenti del genere e quale sia la loro utilità, continuando a leggere l’articolo troverete la risposta.

PREZZO E DIMENSIONI

I fissi sono obiettivi generalmente più economici rispetto a lenti zoom dello stesso calibro, basta pensare alla differenza di prezzo che corre fra i leggendari Canon EF 50mm f/1.2 L USM Canon 24-70mm f/2.8 L USM II. Il fatto di non dover gestire uno zoom rende una lente molto più semplice, sia dal punto di vista della progettazione che da quello della costruzione. Questa semplicità si ripercuote anche sul peso e l’ingombro dei fissi: in genere sono obiettivi più leggeri e dalle dimensioni non esagerate.

Ci sono casi particolari ovviamente, i teleobiettivi spinti come il  Sigma 500mm f/4.5 EX DG APO HSM  sono obiettivi giganteschi e molto pesanti.

Questo li rende ideali per tantissimi stili fotografici come la fotografia ritrattistica o quella di strada, dove è richiesta maggior discrezione e destrezza; le dimensioni permettono anche di mantenere tutto il sistema fotocamera/obiettivo più leggero e quindi meno faticoso da trasportare, pensate a quanto sarà più facile camminare per la città con la fotocamera perennemente appesa al collo, con obiettivi pesanti è sempre un’esperienza provante.

APERTURA

La semplicità di costruzione porta anche ad avere un altro vantaggio: l’apertura massima possibile, forse il vantaggio maggiore che una lente fissa può offrire. La luminosità di un’ottica influenza vari aspetti importanti della fotografia, primo fra tutti la profondità di campo e di conseguenza il bokeh. Importanti sì, ma cosa sono? La profondità di campo è semplicemente la parte a fuoco di un’immagine. Si dice “profondità” perché il piano di messa a fuoco, se immaginiamo la fotografia come un ambiente tridimensionale, è proprio una porzione della sua profondità: maggiore è l’apertura del diaframma, minore è la profondità di campo.

Il bokeh invece potremmo definirlo il termine contrario perché indica la parte sfocata di una fotografia. È un effetto molto ricercato, specialmente in ritrattistica, perché se piacevole da vedere impreziosisce molto lo scatto. Ogni obiettivo produce questo effetto in modo più o meno particolare, ma visto che è necessario un diaframma ampio i più indicati sono ovviamente i fissi, come il Canon EF 85mm f/1.2 L II USM.

Ma non solo, avere un obiettivo luminoso porta anche benefici al lato “tecnico” di uno scatto: permette di compensare l’esposizione aprendo il diaframma invece di aumentare gli ISO (che introdurrebbero del rumore nelle foto); oppure di utilizzare tempi di scatto più brevi ed evitare così il micromosso anche se la lente non è dotata di stabilizzatore.

QUALITÀ E RESA FOTOGRAFICA

Il diaframma influsice anche sulle aberrazioni e sugli artefatti che la luce o le lenti stesse possono introdurre in una fotografia. Anche qui gli obiettivi fissi hanno una marcia in più grazie alla loro semplicità: avere una singola lunghezza focale permette di concentrare tutta la progettazione su questa, semplificando il processo di correzione di disturbi e difetti. Inoltre permette di migliorare le prestazioni, come la nitidezza, intorno alle lunghezze focali critiche (quelle maggiori, e la minima).

MA ALLORA SEMPRE E SOLO LENTI FISSE?

Ovviamente no, alcuni generi fotografici prediligono lenti zoom proprio per la lunghezza focale variabile, fotografia sportiva in primis. Pensate alla frenesia di una partita di calcio: con singole lenti fisse dovremmo cambiare obiettivo ogni volta che l’azione si allontana/avvicina troppo alla nostra postazione rischiando di perderne i momenti inmportanti; con uno zoom invece, come il Canon 70-200mm f/2.8, il tutto si traduce nel girare una ghiera. Oppure pensate al neofita che vuole prendere confidenza con il mondo della fotografia, utilizzare un tutto fare come il Nikon 18-140m f/3.5-5.6 è un approccio più che buono perché permette di sperimentare con i vari stili e generi fotografici. Però, anche se gli obiettivi zoom sono buoni metodi di apprendimento, nella formazione di un fotografo non può mancare un fisso, perché? Semplicemente perché avere un’unica lunghezza focale spinge chi è dietro la fotocamera ad impegnarsi nella composizione della scena, anche fisicamente, facendo qualche passo indietro per esempio, o accucciandosi.

Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!