Come fare time lapse del tramonto, e altre tecniche avanzate

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Se hai aperto questo articolo è probabile che tu abbia già tentato di creare qualche time lapse o che abbia letto il nostro tutorial su Come realizzare un time lapse e adesso tu voglia portare la produzione di questi video su un altro livello. Giusto? Creare time lapse, ammettiamolo, non è semplice: ci sono migliaia di nozioni tecniche da sapere riguardo foto e video per creare il miglior time lapse possibile; se poi volessimo spingerci oltre aggiungendo difficoltà (come scene in movimento) allora è indispensabile essere preparati al massimo. Ecco quindi alcuni consigli per aiutarti a migliorare la tua tecnica di time lapse.

TIME LAPSE AL TRAMONTO

A prescindere da cosa vogliamo filmare, la qualità del nostro time lapse dipenderà sempre dalla qualità delle immagini che scattiamo, quindi è importantissimo farlo in RAW e scegliere la giusta esposizione. Inoltre assicurati di avere qualche supporto di memoria di backup, come il Western Digital My Passport Wireless Pro (in grado di copiare i dati direttamente dalla scheda SD), e di portarti dietro qualche batteria di scorta (oppure una dummie come la Jupio PowerVault Canon LP-E6). Fra i time lapse di maggior impatto ci sono sicuramente quelli del tramonto o dell’alba, molto difficili da creare per la quantità di ostacoli tecnici da superare per avere una transizione fluida dal giorno alla notte.

MODALITÀ AUTOMATICHE

Il metodo più semplice sarebbe quello di utilizzare la modalità automatica o una semiautomatica, come la priorità ai diaframmi, e lasciar decidere alla fotocamera come compensare l’esposizione man mano che la luce cambia. Il problema è che quasi sicuramente questo metodo risulterà in flickering (sfarfallio dell’esposizione), quindi tieni in considerazione che un passaggio della post produzione dovrai dedicarlo all’uniformare l’esposizione; inoltre utilizzare una di queste modalità vuol dire non avere il pieno controllo sulla profondità di campo (diaframma), sul motion blur (tempi) o sul rumore (ISO). Alla fine di tutto è un metodo che funziona, ma l’impegno che richiede in post produzione e la probabilità di fallire se la fotocamera sbaglia ad esporre sono grandi svantaggi.

GESTIONE MANUALE

L’opzione migliore, seppur più impegnativa durante la produzione, è quella di gestire la scena in modalità manuale, magari aiutandoti con scatti remoti come il JJC TM-F2 o andando direttamente in tethering sfruttando un laptop e un cavo Tether Tools. In questo modo, stando attenti, è possibile gestire il cambio di luce durante tutto il time lapse, così da non dover impazzire in post produzione. Altro metodo, meno impegnativo in fase di scatto, è quello di cambiare esposizione più raramente, formando così gruppi di immagini dalla stessa esposizione da unire in post. Non scenderei sotto i tre gruppi per avere un buon risultato: un gruppo per il giorno, dividerei in due gruppi la fase intermedia e l’ultimo gruppo lo dedicherei alla notte.

AGGIUNGERE MOVIMENTO: HYPERLAPSE

Il movimento all’interno dei time lapse non è cosa nuova, carrelli e altri strumenti sono utilizzati già da tempo. Ma quando si parla di hyperlapse è implicito riferirsi a grandi movimenti, come spostarsi lungo una strada o intorno ad un monumento. Questa è sicuramente la tecnica più esigente, realizzarla richiede molto studio e preparazione, a partire dall’equipaggiamento. Prima di pensare alla fotocamera è importante capire quale supporto utilizzare: un monopiede è agile ma un treppiedi è più stabile, mentre un gimbal come lo Zhiyun-Tech Crane 3 Lab aiuta a gestire i movimenti della fotocamera sui suoi assi. Questo perché la fluidità del prodotto finale dipenderà moltissimo da come decidiamo di stabilizzare la fotocamera e dalla precisione dei nostri spostamenti nello spazio.

Infatti ad averne la possibilità sarebbe opportuno segnare sul terreno gli intervalli e la traiettoria da seguire. Inoltre è indispensabile individuare un punto di riferimento per l’inquadratura da posizionare sempre nello stesso posto, per esempio: se volessimo fare un hyperlapse intorno ad una statua, potremmo prenderne la testa come punto di riferimento e quindi posizionarla sempre nello stesso punto dell’inquadratura. Questo serve per dare un senso di continuità al time lapse, e anche in questo caso la qualità del risultato dipenderà dalla nostra precisione (e pazienza).

Solo dopo tutto questo viene la scelta della fotocamera, sebbene siano sufficienti fotocamere come la Fuji X-T30 in gran parte dei casi, avere una risoluzione piuttosto alta è importante per creare time lapse in 4K o addirittura in 8K (che timidamente stanno già apparendo su YouTube). Al momento la Sony Alpha 7R IV e la Panasonic S1R rappresentano due opzioni eccellenti, sono entrambe full frame ed offrono rispettivamente una risoluzione di 61 megapixel e 47 megapixel. Questo perché il software che utilizzeremo per stabilizzare il video finale andrà a ritagliare e modificare l’inquadratura, quindi avere del margine entro il quale farlo lavorare è sicuramente utile.

DRONI E TIME LAPSE AEREI

Come si dice, l’unico limite è il cielo quindi perché limitarsi al suolo? I droni attualmente in commercio possono scattare time lapse in completa autonomia, con la stabilità di un gimbal e la precisione del sistema GPS. Il processo di preparazione per filmare un time lapse di questo tipo è leggermente differente da quelli visti prima perché ci sono altri limiti ed altre possibilità. Limiti che si traducono in autonomia di volo, no-fly zone, vento e condizioni meteo in generale; possibilità che invece sono infinite, come il poter impostare traiettorie precise o inquadrare da punti di vista altrimenti impossibili. Ovviamente è importante scegliere un drone che possa scattare in RAW e che effettivamente abbia la funzione time lapse integrata, come il DJI Mavic 2 Pro o il DJI Mavic 2 Zoom.

Prima di filmare è bene fare qualche ricerca, quindi assicurati di aver scelto una rotta pulita, che non si intersechi con no-fly zones. Assicurati inoltre di utilizzare una batteria completamente carica per massimizzare l’autonomia di volo (che difficilmente supera i 25 minuti effettivi); comunque sia determinati droni permettono di ripetere la rotta, quindi se proprio devi fare un cambio di batteria puoi sfruttare questa funzione (che torna utile anche per time lapse di tramonti o distribuiti su più giorni). La cosa più importante in fotografia aerea non è però la qualità delle foto, ma la sicurezza: assicurati di aver capito bene le regolamentazioni ENAC prima di prendere il volo.

Sicuramente in post produzione dovrai aggiungere un tocco di stabilizzazione per correggere quei piccoli spostamenti che il drone ha fatto a causa del vento durante le riprese o per eliminare un eventuale disallineamento del punto di riferimento, ma il risultato finale ne varrà sicuramente la pena!

CONCLUSIONI

Ti sarai accorto che di nozioni tecniche non ce ne sono molte, questo perché abbiamo già affrontato le basi e le nozioni principali nell’articolo già citato Come realizzare un time lapse. Se invece ti sono rimasti dei dubbi non esitare a commentare qui sotto!