Zeiss Milvus 35mm f/2 – Ottimo ma Lontano dall’Essere Perfetto

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Continuando con la serie Milvus questa volta voglio proporvi lo Zeiss Milvus 35mm f/2. A differenza dei fratelli Makro Planar come il Milvus 100mm f/2 non è appunto una lente macro, ma è più indicata per fotografia di strada o fotogiornalismo. Anche la ritrattistica gli si addice ma non è il campo in cui eccelle maggiormente, per questo stile vi consiglio lo Zeiss Milvus 50mm f/2 o il 100mm citato prima. Come lente è ottima, è uno Zeiss, però non è un obiettivo privo di difetti: alcuni disturbi non sono gestiti alla perfezione e, specialmente alla piena apertura, rimangono evidenti. Andiamo quindi a vedere dove si comporta bene e dove invece ha delle mancanze!

COSTRUZIONE

Come tutti gli altri esemplari della linea Milvus anche questo 35mm è completamente in metallo. L’unica parte in gomma è l’anello che circonda la ghiera della messa a fuoco, per migliorarne la presa. Sulla versione Canon, oltre alla messa a fuoco (completamente manuale), non abbiamo nessun altro controllo sul barilotto.
Vista Generale Zeiss Milvus 35mmSulla versione Nikon invece troveremo anche la ghiera per gestire i diaframmi, posta nella parte posteriore, prima della baionetta. Indipendentemente dalla versione invece, sul barilotto troveremo stampata la scala della profondità di campo, mentre sulla ghiera sono riportate le distanze di messa a fuoco (quella minima è 30cm).

Anche questo 35mm è completamente tropicalizzato tramite guarnizioni interne e quella esterna, azzurra, posta intorno alla baionetta, che serve ad isolare l’interno della fotocamera e la lente posteriire dagli agenti esterni, soprattutto polvere e umidità.
Baionetta 2 Zeiss Milvus 35mmDurante la messa a fuoco, che non ho detto essere fluidissima, la parte frontale dell’obiettivo non ruota permettendo così di montare qualsiasi tipo di filtro a vite (anche quelli polarizzatori), basta che abbiano un diametro di 58mm. Caratteristica che ovviemente non poteva mancare su una lente di questo calibro.
Filtro Zeiss Milvus 35mm

PRESTAZIONI

Cosa aspettarsi da uno Zeiss Milvus? Partiamo dalla distorsione, l’obiettivo apporta solo una leggerissima deformazione alle immagini. Niente di cui preoccuparsi perché nell’utilizzo di tutti i giorni, quindi fotografie che non sono appositi test, è difficile che si faccia notare.
Distorsione Zeiss Milvus 35mmLa vignettatura invece è un disturbo molto invadente, anche se chiudendo a f/4 risolviamo il problema, alla piena apertura prende gran parte dell’immagine lasciando solo la zona centrale correttamente esposta. Anche se invadente non è difficile da correggere in Lightroom, quindi sarà un problema solo per le foto che vorremmo condividere velocemente.

La nitidezza invece è ottima. Già a piena apertura le foto sono molto nitide su tutta la superficie. Per avere il massimo da questa lente però dobbiamo chiudere il diaframma a f/5.6 o f/8 dove la nitidezza raggiunge un livello eccezionale, dando vita ad immagini ricche di dettagli.

Per quanto riguarda le aberrazioni dobbiamo fare una divisione fra quelle cromatiche e i flares. Le prime si faranno notare, questo 35mm non riesce a combatterle tanto bene: nelle zone che presentano un contrasto elevato potremo vedere dei contorni colorati intorno ai soggetti. Per risolvere la cosa dobbiamo chiudere il diaframma oppure utilizzare un programma di fotoritocco (operazione molto semplice).

Al contrario i flares sono gestiti alla perfezione: le immagini sono praticamente immuni a questo disturbo. Come si può notare dalle foto di test, l’unico flare visibile è quel puntino colorato vicino al sole che se non vogliamo è possibile togliere molto facilmente con Lightroom. Anche l’effetto stella che viene fuori semi-nascondendo il sole rimane abbastanza anonimo, non invade completamente la scena nemmeno all’apertura minima.

Infine il bokeh, l’aspetto che mi preme maggiormente mostrarvi: come lo Zeiss Milvus 100mm e il Milvus 50mm, l’apertura massima di questo 35mm è f/2. Questo ci dovrebbe far intuire che non è una lente per ritrattistica ma bensì un’ottica più propensa alla fotografia di strada e fotogiornalismo. Comunque, il bokeh è molto bello: le zone sfocate sono morbide e questo crea un bel contrasto con quelle a fuoco, dando vita ad un bel effetto tridimensionale all’interno della foto. Inoltre i contorni delle highlights, se queste non sono troppo intense, tendono a sfumare e fondersi con il resto dello sfondo.

CONCLUSIONI SUL 35MM

Prestazioni molto buone ma forse non proprio all’altezza del prezzo, un’alternativa più che valida, e più economica, potrebbe essere il Sigma 35mm f/1.4 DG HSM della serie Art. Leggermente più nitido e dall’apertura maggiore, utile per ritrattistica vista la maggior quantità di bokeh che possiamo sfruttare (comunque a parità di apertura il bokeh dello Zeiss è più morbido). Ma se ci sono alternative così valide perché vale la pena prendersi questo 35mm? Per la resa dei colori eccezionale, a mio parere tra le più interessanti sul mercato.

Le immagini della galleria qui sopra non sono state minimamente ritoccate: le tonalità, il contrasto, la resistenza ai flares, riescono a far perdonare le mancanze di questo Milvus (che ricordo essere facilmente correggibili con qualsiasi programma di fotoritocco).

Spero che l’articolo vi sia stato utile, se avete domande fatele pure con un commento qui sotto!